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Il decreto legislativo 1° ottobre 2026, n.191, che entrerà in vigore il 6 novembre 2026, adegua la normativa italiana al regolamento europeo sulla cybersicurezza, introducendo nuove disposizioni per i servizi di sicurezza gestiti.
Il decreto recepisce nell’ordinamento nazionale le modifiche introdotte dal regolamento UE 2025/37 al regolamento UE 2019/881, relativo all’Agenzia dell’Unione europea per la cybersicurezza (ENISA) e alla certificazione della sicurezza informatica.
Servizi di sicurezza gestiti
La principale novità riguarda l’introduzione della definizione di “servizio di sicurezza gestito” nel decreto legislativo n. 123/2022. La norma identifica questi servizi nelle attività svolte per conto di terzi, o nell’assistenza fornita per realizzarle, finalizzate alla gestione dei rischi informatici.
Rientrano in questa categoria, tra gli altri, i servizi di gestione degli incidenti informatici, i test di penetrazione, gli audit di sicurezza e le attività di consulenza specialistica e assistenza tecnica.
L’intervento aggiorna inoltre le definizioni relative alla messa a disposizione sul mercato e al ritiro dei prodotti e dei servizi interessati, includendo anche i servizi di sicurezza gestiti.
Certificazione e vigilanza sulla sicurezza informatica
Il provvedimento modifica diverse disposizioni del quadro nazionale di certificazione della cybersicurezza, coordinandole con la disciplina europea. Le modifiche interessano, tra gli altri aspetti, la vigilanza nazionale e le attività di certificazione, con il coinvolgimento dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale (ACN).
Il sistema prevede controlli sulla conformità dei certificati e delle dichiarazioni UE di conformità, nonché obblighi di collaborazione e trasmissione della documentazione per i soggetti sottoposti a verifica. L’Agenzia può inoltre intervenire nei casi previsti dalla normativa per assicurare il rispetto delle regole di certificazione.

