Forfetario e impatriati, regimi incompatibili

L’adesione al regime forfetario al rientro in Italia non consente al lavoratore, pur in possesso dei requisiti, di esprimere a posteriori l’opzione per beneficiare del regime a favore dei “lavoratori impatriati”.

Nella risposta n. 460 del 20 settembre 2022, l’Agenzia delle entrate fornisce questa interpretazione ad un cittadino italiano, iscritto all’Aire, rientrato nel nostro Paese lo scorso aprile dopo quattro anni di residenza nel Regno Unito e in possesso dei requisiti per beneficiare del trattamento fiscale agevolato destinato ai lavoratori che tornano dopo un periodo all’estero.

Regime forfetario e regime impatriati: diversi i criteri di determinazione dell’imponibile

Sono infatti diversi, argomenta l’Amministrazione, i criteri di determinazione dell’imponibile. Lo sconto d’imposta per i lavoratori che rientrano in Italia va applicato sul reddito complessivo: lo speciale regime per “impatriati” è infatti applicabile ai soli redditi (di lavoro dipendente, assimilati a quelli di lavoro dipendente e di lavoro autonomo) che, prodotti nel territorio dello Stato, concorrono alla formazione del reddito complessivo del contribuente secondo le ordinarie disposizioni del Tuir.

Viceversa, il regime forfetario determina il reddito secondo criteri, appunto, “forfetari”, applicando al totale dei ricavi o dei compensi un coefficiente di redditività in misura diversificata in base al codice Ateco dell’attività svolta, sul quale viene poi operata un’imposta sostitutiva dell’imposta sui redditi, delle addizionali regionali e comunali e dell’Irap, pari al 15 per cento. Il reddito così determinato, per espressa previsione del Tuir, non concorre alla formazione del “reddito complessivo” come invece richiede il bonus “lavoratori impatriati”.

Al lavoratore istante che svolgerà in Italia l’attività di lavoro autonomo e valutava se optare, nel primo anno, per l’applicazione del sistema fiscale forfetario, considerato che presumibilmente i suoi compensi, in tale periodo, saranno inferiori a 65mila euro (soglia limite per usufruire del suddetto regime), è quindi preclusa la fruizione di entrambi i regimi.

Se egli dovesse scegliere di applicare il forfetario nel 2022, negli anni successivi e fino al compimento dei cinque anni potenzialmente agevolabile (ossia dal 2023 al 2026), non potrà fruire dell’agevolazione destinata ai lavoratori rimpatriati.

Sitografia

www.fiscooggi.it

www.agenziaentrate.gov.it