Nessun prodotto nel carrello.
Il Consiglio dei Ministri n. 177 ha approvato, in esame preliminare, un decreto legislativo volto ad adeguare l’ordinamento italiano alle nuove disposizioni europee in materia di rating ESG (Environmental, Social and Governance), rafforzando così il quadro normativo della finanza sostenibile.
Il provvedimento recepisce i criteri di delega necessari per l’adeguamento al Regolamento (UE) 2024/3005. Contestualmente, introduce disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 27 marzo 2026, n. 47, oltre a modificare di coordinamento al Codice civile e al Testo unico della finanza.
L’intervento normativo mira a garantire maggiore chiarezza e certezza del diritto attraverso la correzione di errori materiali, rinvii interni e refusi presenti nella legislazione vigente, favorendone una più efficace applicazione.
Il Regolamento europeo 2024/3005 rappresenta un tassello fondamentale nel rafforzamento della trasparenza, dell’integrità e dell’affidabilità delle attività di rating ESG, strumenti sempre più rilevanti per orientare gli investimenti verso criteri di sostenibilità ambientale, sociale e di governance. L’obiettivo è consolidare la fiducia degli investitori e contribuire al corretto funzionamento del mercato della finanza sostenibile.
Tra le principali novità introdotte dal regolamento figurano requisiti più stringenti in materia di autorizzazione, trasparenza e organizzazione per i fornitori di rating ESG, oltre a specifiche misure per la prevenzione dei conflitti di interesse. La vigilanza sul rispetto delle nuove regole sarà affidata all’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA).
Sul piano nazionale, il decreto individua nella Consob l’autorità competente per l’esercizio delle funzioni e dei poteri previsti dalla normativa europea, prevedendo inoltre ulteriori interventi di coordinamento e aggiornamento dell’ordinamento vigente.
Nella stessa seduta, il CdM ha approvato anche un secondo decreto legislativo contenente disposizioni integrative e correttive in materia tributaria. Il testo interviene sulle imposte sui redditi, sull’imposta sulle successioni e donazioni, sull’IVA, sulle accise, nonché sui sistemi di controllo fiscale, sull’adempimento collaborativo e sulle misure di semplificazione amministrativa.

