Sciolte le Camere, fissate le elezioni. Il problema è la Manovra

In Gazzetta Ufficiale del 21 luglio 2022, Serie Generale n. 169, due decreti del Presidente Mattarella (Dpr n. 96 e Dpr n. 97) stabiliscono: l’uno, lo scioglimento di Senato della Repubblica e Camera dei deputati; l’altro, la data delle prossime elezioni, fissata al 25 settembre, e quella per la prima convocazione delle nuove Camere, al 13 ottobre.

Fino a nuove elezioni una corsa contro il tempo

I tempi si intersecano pericolosamente con quelli per condurre a compimento la Manovra di bilancio, il cui varo è al 20 ottobre (data non tassativa: il testo definitivo alle Camere è ben altra scadenza, dimostrano i precedenti di Manovre approvate in date lontane dall’arrivo alle Camere).

L’attuale è un Governo che assicura – attraverso le parole di Mario Draghi, premier dimissionario – che si andrà avanti con determinazione fino all’insediamento del nuovo esecutivo, per favorirlo. Sarà una corsa contro il tempo per evitare la ‘dead line’ del 31 dicembre (giorno a partire dal quale si innesca l’esercizio provvisorio secondo Costituzione, che incarna una specie di contingentamento sulle spese.

Non trascuriamo l’appello agli italiani del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che comunicando che non si darà spazio ad interruzioni dell’attività afferma: “Il Governo incontra limitazioni nella sua attività, ma ha gli strumenti per operare in questi mesi prima che arrivi il nuovo esecutivo. Non sono possibili pause nel momento che stiamo attraversando, i costi dell’energia hanno conseguenze per famiglie ed imprese, vanno affrontate le difficoltà economiche, ci sono molti adempimenti da chiudere nell’interesse dell’Italia”. Non sono queste le preoccupazioni di ognuno?

L’iter deve dunque essere sveltito, e lo snodo sarà l’approvazione delle previsioni macro economiche inserite nella Nadef, nota da dover presentare entro il 27 settembre. Il compito spetta all’ex ministro dell’Economia e delle Finanze, Daniele Franco, che si limiterà ad indicare i ‘tendenziali’ a legislazione vigente. Entro il 15 ottobre, un documento analogo conterrà le stime da inviare all’Unione europea. In definitiva, tutto in assenza di nuovo Governo.

E’ un calendario stringente che, per quanto Draghi abbia rassicurato (anche attraverso la circolare diramata il 21 luglio) che il Governo rimarrà impegnato nel disbrigo degli affari correnti, impone al suo successore di rispettare ad ogni costo le scadenze.

Sitografia

www.gazzettaufficiale.it

www.fiscooggi.it

www.ansa.it