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di Redigo.info – Mario Sancamillo
Il documento del 20 maggio 2026 del CNDCEC si propone di offrire un’analisi comparata degli strumenti di emersione anticipata della crisi d’impresa adottati in alcuni ordinamenti europei e nel Regno Unito, mettendoli a confronto con il sistema italiano delineato dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza.
La scelta degli ordinamenti esaminati risponde a due criteri: da un lato, si è tenuto conto della rilevanza dei rispettivi modelli nel quadro europeo della ristrutturazione preventiva e della gestione anticipata delle difficoltà dell’impresa; dall’altro, si è considerata l’intensità dei rapporti economici, commerciali e societari che tali Paesi intrattengono con il sistema produttivo italiano.
In questa prospettiva, l’analisi si concentra sugli ordinamenti di Spagna, Francia, Germania, Paesi Bassi e Regno Unito, selezionati quali esperienze particolarmente significative per comprendere le diverse modalità con cui gli Stati affrontano il tema dell’intervento della crisi.
Il contesto normativo
L’indagine si sviluppa nel contesto normativo delineato dalla Direttiva (UE) 2019/1023, che ha sollecitato gli Stati membri ad introdurre o rafforzare strumenti idonei a favorire l’intervento anticipato sulle situazioni di difficoltà dell’impresa.
In particolare, l’intervento europeo ha posto l’attenzione su tre profili fondamentali: l’intercettazione tempestiva delle difficoltà economico-finanziarie, la salvaguardia della continuità aziendale ove concretamente perseguibile e la promozione di un confronto anticipato e strutturato con i creditori.
L’obiettivo di questa analisi è quello di individuare i punti di contatto, le differenze strutturali e gli elementi suscettibili che possano offrire indicazioni utili anche sul piano applicativo e interpretativo.
Il quadro italiano e il confronto con i modelli europei
Nel quadro italiano, la composizione negoziata della crisi rappresenta oggi il principale strumento di emersione tempestiva e gestione assistita delle difficoltà dell’impresa. Il presente lavoro assume tale modello come termine di riferimento comparativo e colloca l’esperienza italiana all’interno del panorama europeo degli strumenti di gestione anticipata della crisi.
Dal confronto emerge chiaramente come l’anticipazione della crisi non segua un modello unitario. Le differenze riguardano non soltanto il grado di intervento dell’autorità pubblica, ma anche la struttura degli incentivi all’emersione anticipata, il livello di protezione riconosciuto all’impresa e il bilanciamento tra continuità aziendale e tutela del ceto creditorio.
In definitiva, questo documento mette a disposizione dei professionisti uno strumento di orientamento e approfondimento comparato sugli strumenti di emersione anticipata della crisi applicati in alcuni degli Stati con i quali l’Italia intrattiene rapporti economici e societari di particolare rilievo, nella consapevolezza che il confronto tra i diversi modelli possa contribuire a una migliore comprensione delle potenzialità e delle criticità degli strumenti oggi disponibili.

