Autodichiarazione aiuti di Stato, probabile la proroga a ottobre

Una missiva del direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ruffini, provvede a confutare le ragioni del ricorso al Tar delle sigle dei commercialisti, ma nel contempo offre l’input per accontentare i commercialisti sulla proroga.

Questa, spiega il direttore dell’Agenzia, sarà possibile se la trasmissione dei dati al Registro nazionale verrà spostata. Infatti, la scadenza del 30 giugno per l’autodichiarazione è legata proprio alla scadenza della trasmissione dati al Registro Nazionale, fissata al 31 dicembre 2022.

Il Governo e l’amministrazione finanziaria sono tanto possibilisti da impegnarsi a far veicolare lo slittamento della trasmissione al Registro Nazionale, probabilmente alla primavera 2023, dal decreto legge semplificazioni fiscali, in calendario del CdM per il 14 giugno.

In tal modo, si potrebbe verificare l’ipotesi di uno slittamento dell’autodichiarazione a ottobre 2022 e i commercialisti del Cndcec sarebbero comunque soddisfatti, come ebbe a dichiarare il presidente De Nuccio: “Lo spostamento del termine sarebbe un primo, importante, passo verso una più ampia razionalizzazione delle scadenze fiscali”.

La lettera di Ruffini sul caso dell’autodichiarazione

La data è la medesima del ricorso, poiché la lettera di Ruffini è inviata ai Garanti dei contribuenti, i primi a sollevare i punti controversi dell’autodichiarazione sugli aiuti di Stato.

Semplificazione. Il direttore spiega che è stata prevista per alcuni aiuti la possibilità di comunicare con il modello di autodichiarazione i dati necessari per consentirne la registrazione nel Registro Nazionale degli aiuti di Stato (RNA):

  • in tal caso, per detti aiuti il contribuente è poi esonerato dalla compilazione del prospetto degli aiuti di Stato presente nei modelli Redditi 2022;
  • non è, invece, possibile evitare di presentare l’autodichiarazione e compilare solo il prospetto degli aiuti di Stato nella dichiarazione dei redditi, sia per l’obbligatorietà dell’autocertificazione ai sensi della normativa Ue che per il fatto che l’autodichiarazione è lo strumento predisposto per consentire sia di operare la scelta di dove allocare le agevolazioni tra la Sezione 3.1 e la Sezione 3.12 (finora mai espletata) sia di riversare eventuali importi fruiti in eccedenza mediante il meccanismo dello scomputo dal limite del periodo successivo evitando esborsi di denaro.

Dati ridondanti. Ruffini è chiaro: nell’autodichiarazione “vengono richieste informazioni che non sono in possesso dell’Agenzia”. I dati già in possesso dell’Agenzia – “come ad esempio gli importi degli aiuti fruiti” – non vengono richiesti.

Più di 60 giorni. Infine, nella lettera è spiegato che in ottemperanza dello Statuto del contribuente, la disposizione in argomento non prevede adempimenti a carico dei contribuenti la cui scadenza sia fissata anteriormente al sessantesimo giorno dalla data della loro entrata in vigore o dell’adozione dei provvedimenti di attuazione in esse espressamente previsti: dal 27 aprile, la data di pubblicazione del provvedimento attuativo, al 30 giugno, intercorrono più di 60 giorni.

Sitografia

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