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di Redigo.info
Il Presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro, Rosario de Luca, è intervenuto durante il Festival del Lavoro, indicando sicurezza, innovazione e produttività come i tre pilastri destinati a guidare il cambiamento dei prossimi anni, al centro del confronto con istituzioni, parti sociali e professionisti.
Un percorso che parte da una consapevolezza precisa: il futuro non è più qualcosa di lontano, ma una realtà già presente nelle aziende, nelle professioni e nell’organizzazione del lavoro. Le trasformazioni digitali, economiche e sociali stanno ridefinendo il mercato e richiedono un salto culturale prima ancora che tecnologico.
I lavoratori della conoscenza rappresentano oggi uno dei patrimoni più importanti del sistema produttivo. Competenze, capacità intellettuali e professionalità sono il vero valore aggiunto in un mondo che cambia rapidamente e che richiede strumenti nuovi per essere governato.
La sicurezza come valore assoluto
La prima direttrice individuata è la sicurezza: una scelta non casuale, ma considerata prioritaria e imprescindibile. Il Presidente ha dedicato grande attenzione è anche al ruolo dell’INAIL, non solo per l’attività di prevenzione degli infortuni, ma soprattutto per il valore sociale espresso attraverso i percorsi di riabilitazione e reinserimento delle persone colpite da gravi incidenti sul lavoro.
Particolare rilievo assume inoltre lo sviluppo della biomeccanica e delle nuove tecnologie applicate alla salute e alla sicurezza. In questo ambito, l’intelligenza artificiale e la transizione digitale possono diventare strumenti fondamentali per rendere il lavoro più sicuro ed efficiente.
Produttività e qualità della vita
La seconda direttrice è la produttività, tema strettamente collegato alla valorizzazione delle persone e alla qualità della vita. L’obiettivo è conciliare crescita economica, trasformazione digitale e tutela del potere d’acquisto delle retribuzioni, in un contesto internazionale segnato da forti tensioni economiche e dall’aumento dei costi energetici.
Nel confronto europeo emerge, secondo l’analisi proposta, la solidità del sistema italiano delle relazioni industriali e della contrattazione collettiva, considerato capace di mantenere un equilibrio tra diritti, doveri e tutele. Un modello che, pur con margini di miglioramento, viene ritenuto avanzato rispetto ad altri sistemi europei caratterizzati da maggiore precarietà occupazionale.
De Luca ha dedicato poi particolare attenzione alla qualità della contrattazione collettiva, considerata il vero parametro di riferimento per garantire retribuzioni adeguate e protezione dei lavoratori. La direzione indicata è quella di valorizzare i contratti per la loro efficacia e qualità, più che per il peso delle organizzazioni che li sottoscrivono.
Innovazione e centralità della persona
Innovazione, sicurezza e produttività non possono essere considerate dimensioni separate. Il filo conduttore resta la necessità di accompagnare il cambiamento con maggiore preparazione culturale, competenze e responsabilità.
La transizione digitale rappresenta una grande opportunità, ma richiede governance, formazione continua e una visione capace di evitare che tecnologia e automazione producano nuove disuguaglianze.
Per questo, il futuro del lavoro passa dalla capacità di coniugare innovazione e dignità del lavoro, crescita economica e tutela delle persone, competitività e inclusione sociale.
Una sfida che coinvolge imprese, professionisti, istituzioni e lavoratori in modo trasversale e che richiede un nuovo patto culturale per affrontare il cambiamento già in atto.

