Contributi una tantum a doppia direzione

I contributi straordinari erogati una tantum ai lavoratori autonomi e alle aziende dall’ente bilaterale sono esenti dall’Irpef.

Essi concorrono, invece, alla formazione del reddito imponibile dei dipendenti dell’ente stesso (risposta n. 492 del 20 luglio 2021), con obbligo di applicazione della ritenuta e rilascio della Certificazione unica.

Le prestazioni assistenziali erogate dagli enti bilaterali ai dipendenti e ai loro datori di lavoro sono imponibili secondo i principi generali di tassazione, se inquadrabili in una delle categorie reddituali di cui all’articolo 6 del Tuir, comprese quelle che costituiscono erogazioni corrisposte in sostituzione di redditi.

Il comma 2 della norma stabilisce, in particolare, che i “proventi conseguiti in sostituzione di redditi, anche per effetto di cessione dei relativi crediti, e le indennità conseguite, anche in forma assicurativa, a titolo di risarcimento di danni consistenti nella perdita di redditi, esclusi quelli dipendenti da invalidità permanente o da morte, costituiscono redditi della stessa categoria di quelli sostituiti o perduti”.

Ciò vuol dire che sono imponibili le retribuzioni sostitutive o integrative di redditi, non anche le somme percepite per risarcire una perdita patrimoniale o quelle non inquadrabili in una delle altre categorie previste dall’articolo 6 del Tuir.
 
La descritta regola generale può essere derogata dal legislatore con specifiche norme che dispongano ipotesi di esenzione come avvenuto per effetto della crisi economica causata dall’emergenza pandemica.

L’articolo 10-bis del decreto “Ristori” ha escluso da tassazione tutti i contributi erogati, in via eccezionale, da chiunque e in qualsiasi modo, ai soggetti esercenti attività di impresa, arte o professione, e ai lavoratori autonomi.

Non è fatta in esso menzione dei contributi straordinari percepiti dai lavoratori dipendenti.

Contributi una tantum: se l’ente versa ai dipendenti questi scontano l’Irpef

Di conseguenza, i bonus versati a tali soggetti dall’ente, quali somme sostitutive o integrative del reddito di lavoro dipendente, in base a quanto previsto dall’articolo 6, comma 2, del Tuir, concorrono alla formazione del reddito imponibile ai fini Irpef.
 
Una precisazione: l’ente non dovrà indicare tali contributi nel modello 770.

Sitografia

www.agenziaentrate.gov.it

www.fiscooggi.it