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L’Agenzia delle Entrate, con il provvedimento n. 239129 del 28 agosto 2026, definisce le nuove modalità per la liquidazione dell’IVA in caso di omessa presentazione della dichiarazione annuale. La nuova disciplina consente al Fisco di determinare l’imposta dovuta anche attraverso procedure automatizzate, utilizzando i dati già disponibili nei propri sistemi informativi.
I dati utilizzati per il calcolo
In caso di dichiarazione IVA omessa, l’Agenzia può ricostruire l’imposta partendo dalle informazioni contenute nelle fatture elettroniche emesse e ricevute, nei corrispettivi telematici e nelle comunicazioni delle liquidazioni periodiche IVA. Nel calcolo rientrano anche i versamenti effettuati dal contribuente per il periodo d’imposta sottoposto a controllo.
La disciplina considera omessa anche una dichiarazione formalmente presentata ma completamente priva dei dati relativi alle operazioni attive necessari per determinare il volume d’affari e l’imposta dovuta.
Sanzioni e interessi
La nuova procedura non riguarda soltanto la ricostruzione dell’imposta. Sul debito IVA si applicano anche la sanzione per l’omessa presentazione della dichiarazione e gli interessi per ritardata iscrizione a ruolo.
Il provvedimento ricorda inoltre che la disciplina prevede, in via ordinaria, una sanzione amministrativa pari al 120% dell’imposta dovuta e interessi del 4% annuo. Il pagamento entro 60 giorni consente di ridurre la sanzione a un terzo, mentre gli interessi si applicano nella misura del 3,5%.
In caso di mancato pagamento
Se il contribuente non paga entro il termine previsto, le somme dovute a titolo di imposta, sanzione e interessi vengono iscritte direttamente a ruolo a titolo definitivo. Anche in questa fase non è possibile utilizzare la compensazione prevista dalla normativa.

