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L’Istituto Nazionale Tributaristi (INT) presenta al Senato una memoria sullo schema di decreto legislativo AG 419, dedicato all’ordinamento della giustizia tributaria. Il documento, firmato dal presidente Riccardo Alemanno, esprime un giudizio complessivamente favorevole, evidenziando simultaneamente taluni aspetti che richiederebbero ulteriori interventi.
Tra gli elementi positivi, è stato sottolineato come il decreto colmi il vuoto normativo relativo allo status del magistrato tributario professionale. Dopo l’introduzione dei togati con la legge n. 130/2022, il provvedimento disciplina infatti il loro assetto ordinamentale, prevedendo l’equiparazione, per quanto compatibile, con la magistratura ordinaria e l’istituzione del Ruolo Unico Nazionale, affidato al Consiglio di Presidenza della Giustizia Tributaria. L’INT auspica una rapida emanazione dei decreti ministeriali e delle delibere necessarie per rendere pienamente operativo il nuovo sistema.
La memoria esprime, inoltre, apprezzamento per le disposizioni in materia disciplinare, condividendo in particolare: il chiarimento secondo cui l’attività di interpretazione del diritto e di valutazione delle prove non costituisce illecito disciplinare; il rafforzamento delle garanzie difensive previste dal decreto.
Le criticità evidenziate sulla giustizia tributaria
Accanto agli aspetti positivi, l’INT individua alcune questioni ancora aperte nel percorso di riforma della giustizia tributaria.
La prima riguarda la procedura d’infrazione avviata dalla Commissione europea in relazione alla disparità di trattamento tra giudici tributari onorari e magistrati professionali. Secondo l’Istituto, il decreto disciplina esclusivamente lo status dei magistrati togati, lasciando irrisolta la posizione dei giudici onorari ancora in servizio. I tributaristi richiamano qui l’attenzione sulla sostenibilità dei carichi di lavoro durante il periodo transitorio di ricambio generazionale, considerato un nodo strutturale ancora da affrontare.
Un ulteriore profilo di criticità investe il regime delle incompatibilità familiari e territoriali. L’INT osserva che lo schema di decreto introduce limitazioni geografiche e professionali più restrittive rispetto a quelle previste per magistrati ordinari e amministrativi, e prospetta l’opportunità di un riallineamento che privilegi una valutazione concreta delle possibili interferenze, anziché automatismi estesi.
La richiesta sull’assistenza tecnica dei tributaristi
Nel documento trasmesso al Senato, Riccardo Alemanno ha richiamato l’attenzione su un tema non direttamente collegato al decreto AG 419, ma ritenuto di particolare rilievo per la categoria: la revisione dei requisiti per l’abilitazione dei tributaristi all’assistenza tecnica dinanzi alle Corti di Giustizia Tributaria.
Secondo il presidente l’attuale disciplina, che fa riferimento all’iscrizione nei ruoli dei periti ed esperti in tributi al 30 settembre 1993, dovrebbe essere aggiornata tenendo conto del riconoscimento del tributarista qualificato ai sensi della legge 4/2013. Nella memoria si evidenzia come tale figura professionale sia già ritenuta idonea all’iscrizione negli albi dei consulenti tecnici d’ufficio e dei consulenti tecnici di parte e come, perciò, possa rappresentare una qualificazione adeguata anche ai fini dell’assistenza tecnica nel contenzioso tributario.
L’INT considera, quindi, questa revisione un’esigenza professionale non più rinviabile, cogliendo l’occasione dell’esame parlamentare del decreto per sottoporre la questione all’attenzione delle Commissioni competenti.
A. L.

