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Il TAR Lazio interviene sui compensi CTU e impone al Ministero della Giustizia e al Ministero dell’Economia e delle Finanze di pronunciarsi sull’adeguamento dei compensi degli ausiliari del magistrato.
La sentenza n. 14327/2026, pubblicata il 19 agosto, stabilisce un termine di 120 giorni per provvedere in ordine alla richiesta di aggiornamento all’indice Istat previsto dall’articolo 54 del d.P.R. n. 115/2002. In caso di ulteriore inerzia, è prevista la nomina di un commissario ad acta.
La decisione arriva dopo il ricorso dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Genova contro il silenzio delle amministrazioni e si inserisce nel percorso già tracciato dalla Corte costituzionale con le sentenze n. 89/2020 e n. 179/2025.
Attenzione, però: il TAR non ha già disposto un aumento del 60,1% dei compensi CTU. Ha accolto il ricorso contro il silenzio dei Ministeri e ha imposto loro di concludere il procedimento, appunto entro 120 giorni, sull’istanza di adeguamento. La percentuale del 60,1% era quella indicata dall’Ordine degli Ingegneri di Genova nella propria richiesta.
Compensi CTU: il nodo dell’adeguamento
I compensi degli ausiliari del magistrato sono ancora sostanzialmente legati ai valori stabiliti dal D.M. 30 maggio 2002.
“Il tema non è più se intervenire, ma quando dare finalmente attuazione a un obbligo normativo rimasto ineseguito per troppo tempo”, sottolinea il presidente nazionale dei commercialisti Elbano de Nuccio.
Secondo de Nuccio, la questione non riguarda soltanto la tutela economica dei professionisti. Un sistema giudiziario che richiede competenze tecniche altamente specialistiche deve garantire compensi proporzionati alla complessità, al valore e alla responsabilità degli incarichi.
Intanto, Sisto assicura che il relativo Decreto è già al Mef per la bollinatura. Sarà quindi emanato “ben prima”.

