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Il Consiglio dei Ministri n. 195 del 28 ottobre 2026 ha approvato, in esame preliminare, un decreto legislativo che modifica la legge 8 agosto 1985, n. 443, legge-quadro per l’artigianato. Il provvedimento, proposto dal ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, attua l’articolo 15 della legge 11 marzo 2026, n. 34, dedicata alle piccole e medie imprese.
Requisiti professionali e organizzazione delle imprese artigiane
Per le attività che richiedono una preparazione specifica, i requisiti tecnico-professionali possono appartenere all’imprenditore artigiano oppure a un collaboratore nominato responsabile tecnico. In caso di impedimento temporaneo, il provvedimento consente di designare un sostituto per un massimo di 30 giorni, prorogabili fino a 90 in presenza di motivi di salute o altre cause documentate.
Cambiano anche i criteri per riconoscere la qualifica artigiana alle società, con esclusione delle società per azioni e in accomandita per azioni. Il requisito si basa sulla partecipazione al capitale: la maggioranza deve appartenere a soci che lavorano prevalentemente nel processo produttivo, mentre il lavoro deve mantenere un ruolo preminente rispetto al capitale.
Le imprese potranno inoltre utilizzare fino a tre unità locali artigiane, anche fuori dalla circoscrizione della Camera di commercio della sede principale. Le strutture potranno svolgere fasi produttive o attività amministrative e gestionali, purché l’imprenditore ne assicuri la direzione anche attraverso strumenti digitali.
Albo artigiani, semplificazione e formazione
Il decreto interviene anche sulle procedure amministrative: l’iscrizione all’albo delle imprese artigiane, le successive variazioni e la cessazione dell’attività passeranno attraverso la Comunicazione unica d’impresa.
Per i consorzi e le società consortili, l’individuazione delle piccole e medie imprese ammesse farà riferimento alla raccomandazione della Commissione europea 2003/361/CE.
Le Regioni e le Province autonome potranno definire, sentite le associazioni datoriali dell’artigianato maggiormente rappresentative, i criteri per riconoscere il maestro artigiano o maestro di mestiere e la bottega-scuola. Il riconoscimento potrà coinvolgere anche gli strumenti della bilateralità previsti dalla contrattazione collettiva.
Infine, presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy nascerà la Commissione consultiva per l’artigianato. L’organismo esprimerà pareri sulla programmazione nazionale del settore e sull’aggiornamento dell’elenco delle attività artigiane.

