Decreto MIMIT: linee guida sul credito d’imposta di R&S

Con Decreto Direttoriale del MIMIT del 4 luglio 2024, vengono approvate le linee guida per la corretta applicazione del credito d’imposta in ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica, design ed ideazione estetica e i criteri di ammissibilità al credito. Dalle 14.00 dell’8 luglio 2024, i certificatori potranno inviare alla piattaforma dedicata le certificazioni richieste dalle imprese e ad esse rilasciate.

Il credito d’imposta ha l’obiettivo di sostenere la crescita e la competitività delle imprese, stimolando investimenti in ricerca e sviluppo, nell’ambito del paradigma 4.0 e dell’economia circolare. Le linee guida pubblicate sono di carattere generale e si riferiscono ai criteri che devono essere seguiti per la qualificazione degli investimenti, effettuati o da effettuare, per i periodi di imposta dal 2020 in poi (per ricerca e sviluppo anche i periodi di imposta dal 2015 al 2019).

Le modalità secondo cui le attività sono ammissibili al credito d’imposta, sono redatte sulla base di normativa italiana e comunitaria. Tra cui:

  • Decreto del 26 maggio 2020 del Ministero dello Sviluppo Economico;
  • Decreto del 27 maggio 2015 del Ministero dell’Economia e delle Finanze;
  • principi generali e criteri del Manuale di Frascati;
  • principi generali e criteri del Manuale di Oslo.

Ammissibilità delle attività di ricerca

Sono ammissibili al credito d’imposta le seguenti attività:

  • lavori sperimentali o teorici svolti, che abbiano come finalità l’acquisizione di nuove competenze;
  • ricerca pianificata o indagini volte a mettere a punto nuovi prodotti, processi, servizi per la creazione di componenti di sistemi complessi;
  • acquisizione e combinazione di conoscenze e capacità esistenti per prodotti, processi e servizi nuovi, modificati o migliorati;
  • produzione e collaudo di prodotti, processi e servizi.

Più in generale, le attività ammesse rappresentano tutto ciò che è in grado di creare valore: applicazione e innovazione di caratteristiche tecniche, componenti, materiali, software ma anche ciò che riguarda la facilità d’impiego, la semplificazione della procedura di utilizzo o altri elementi concernenti la funzionalità e le prestazioni attese.

Non si considerano attività di ricerca e sviluppo, nei campi stabiliti dal Decreto, quelle riguardanti le modifiche ordinarie o periodiche apportate a prodotti anche quando tali modifiche rappresentano miglioramenti.

Una volta individuate le tipologie di attività ammissibili, è necessario valutare alcune caratteristiche che devono avere per mantenere i parametri di ammissibilità. Questi si riconoscono in prestazioni tecnicamente superiori e apportare:

  • miglioramenti delle prestazioni ambientali come durata del prodotto e possibilità di ripararlo, impatto minimo di sostanze pericolose utilizzate nella creazione e inquinamento sulla biodiversità;
  • miglioramenti delle prestazioni ergonomiche inteso come processo di semplificazione nello sforzo fisico del lavoratore (facilità e sicurezza di utilizzo, riduzione dello sforzo e dello stress fisico);
  • miglioramenti sul piano della funzionalità caratterizzate dall’aggiunta di una o più nuove funzionalità che migliorano sostanzialmente il prodotto o il servizio.

Design e ideazione estetica

Nel Decreto vengono riportate come ammissibili al credito d’imposta anche le attività relative al design e all’ideazione estetica, riguardanti la sola fase precompetitiva che termina con la realizzazione dei campionari non destinati alla vendita. Sono ammesse le attività che si compongono delle quattro fasi di ideazione, progettazione, marketing e distribuzione.

Sitografia

www.redigo.info

www.mimit.gov.it