L’intervista. Fausto Turco per redigo.info

La redazione di redigo.info, al convegno annuale di Eggup (Adattabilità: verso il futuro del lavoro), ha avuto il piacere di intervistare Fausto Turco, CEO di My Digit e Si-Net.

D. Sulla base della sua esperienza personale e lavorativa, quanto è importante essere “camaleontici” sul posto di lavoro. Da uno a dieci?

R. Undici! Undici, perché ciò che sta succedendo sulla base dell’adattabilità è sotto i nostri occhi, tutti i giorni. Nello sport, ad esempio, se non ci si allena tutti i giorni o non si ha metodo o testa non si può andare lontano, si rimane fermi dall’oggi al domani. Credo che sia imprescindibile, ma non si possa definire l’adattabilità come una skill.

D. E la formazione? Con la formazione si può elevare l’adattabilità, o è qualcosa di innato?

R. In realtà, noi siamo nati con queste skills, poi siamo andati a scuola e le abbiamo perse, ora andiamo a pagare dei master per poterle riconquistare.

D. Il cambiamento. Altro argomento della giornata di Eggup.

R. Esatto, ma si parla soprattutto di resistenza al cambiamento. Ma…resistenza a cosa? Non al cambiamento, ma al voler fare. Affrontiamo le cose, inesorabilmente, vediamo la pandemia o le guerre odierne. Ma sta a noi decidere il modo in cui affrontarle, e come affrontarle? Non con le skills ma con il tornare ad essere umani.

D. Perché siamo così restii al cambiamento, soprattutto quando si tratta di un cambiamento lavorativo?

R. E’ una questione mediterranea, a mio avviso. Abbiamo grandi menti e ricercatori nel nostro paese, forse puntiamo troppo sulla nostra creatività.

D. Questi concetti della curiosità, umiltà e della creatività sono una grossa spinta all’adattabilità. Focus principale è su proattività e duttilità ma in realtà c’è un mondo da esplorare ancora.

R. Ho imparato che l’ascolto degli altri ti porta ad essere curioso, creativo. Se sei creativo ti adatti anche alla nuova tecnologia; l’intelligenza artificiale, ad esempio, potenzia la creatività, secondo me. E’ un’innovazione tecnologica che ci consente di potenziare il nostro essere. La tecnologia, al momento, non ci deve spaventare perché non ci sostituisce.

Alessia Lupoi

Melania Baroncini