Il DEF e l’audizione dei commercialisti

Il Consiglio nazionale dei commercialisti, in audizione parlamentare sul DEF, ritiene “di fondamentale importanza il rifinanziamento di interventi, già previsti per l’anno in corso, quali il taglio del cuneo fiscale a favore dei lavoratori dipendenti con redditi fino a 35 mila euro, la riduzione dell’Irpef per i contribuenti con redditi fino a 28 mila euro nonché la super-deduzione per le nuove assunzioni di lavoratori dipendenti a tempo indeterminato.”.

Di più: compatibilmente con le ulteriori risorse che fossero disponibili, le misure fiscali che i commercialisti considerano prioritarie riguardano i bonus edilizi e gli interventi per il ceto medio. Su questo ultimo aspetto, in tema di aliquote IRPEF i delegati della Categoria affermano che “un eventuale intervento a favore del ceto medio, da modulare in funzione delle risorse disponibili, potrebbe interessare un ampliamento del secondo scaglione di reddito, quello con aliquota al 35%, da 50 mila a 70 mila euro”.  Risulterebbe una misura neutra in relazione alle svariate tipologie di reddito, rispettando il principio di equità orizzontale.

Il costo che ne deriverebbe sarebbe “contenuto entro un limite massimo di 160 euro per contribuente (pari alla riduzione di imposta dell’8% su un massimo di 20 mila euro), per cui è certamente da preferire rispetto a un’eventuale riduzione dell’aliquota del 43%, che avrebbe costi decisamente più elevati, in quanto a beneficiare della minore aliquota sarebbe in tal caso l’intera quota di reddito eccedente i 50 mila euro anziché soltanto quella da 50 mila a 70 mila euro.”.

L’intervento “potrebbe essere graduato nel tempo, incrementando la soglia massima dello scaglione di reddito a cui applicare il 35%, via via che le risorse si rendano disponibili”.

Sui bonus edilizi, la rappresentante di Categoria D’Angiolella ha sottolineato come “la fine della stagione del Superbonus al 110% a vantaggio di tutti è certamente condivisibile, ma la critica preconcetta per meccanismi tecnici quali lo sconto in fattura e la cessione del credito d’imposta non appare condivisibile. Pare ragionevole ipotizzare – ha aggiunto – un utilizzo ulteriore delle risorse del PNRR per una loro riproposizione mirata alla riqualificazione degli edifici scarsamente performanti sotto il profilo dell’efficienza energetica e a beneficio delle fasce di contribuenti meno abbienti”.

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