Anc, proposte di calendario fiscale

In materia di semplificazione e razionalizzazione degli adempimenti fiscali, lo schema di decreto approvato dal Governo delinea un nuovo calendario fiscale che tecnicamente l’Associazione Nazionale Commercialisti (ANC) ritiene inconciliabile con il carico di lavoro che già grava sugli studi dei professionisti economici che, per conto dei contribuenti e delle imprese, sono chiamati al rispetto delle nuove scadenze per dichiarativi e versamenti.

Il calendario fiscale dal 2024, così come definito dalla bozza di decreto, non è in alcun modo sostenibile. L’Associazione manifesta preoccupazione rispetto alla fattibilità del calendario rivisitato e al rischio concreto che quanto dallo stesso contemplato possa vanificare gli obiettivi alla base dell’introduzione del nuovo strumento del concordato preventivo biennale.

Principali criticità del calendario rivisitato

Nuovi adempimenti straordinari si aggiungono agli ordinari, inserendosi in un periodo già fitto di scadenze, concentrati in un lasso di tempo ridotto: bilanci; dichiarazione Iva annuale; modello 730; calcolo delle imposte al 30/6; IMU etc…

La divisione temporale dell’invio del modello ISA dall’invio del modello di dichiarazione è un’ulteriore complicazione, una scelta che appare priva di fondamento, in ragione del fatto che la trasmissione del modello necessita della conoscenza del quadro reddituale. L’ANC ritiene opportuno accorpare i due invii, tra essi strettamente collegati.

Evitare le disparità Fisco/contribuente

Ancora: ai contribuenti (di conseguenza, ai professionisti incaricati dell’assistenza), è richiesto di anticipare una serie di adempimenti in funzione della prevista introduzione del concordato preventivo biennale, quando il calendario dell’Amministrazione finanziaria per il rilascio dei software non è soggetto a cambiamenti.

E’ un’evidente disparità – affermano i commercialisti dell’Associazione nazionale – che rende inappropriato l’anticipo della tempistica imposta ai contribuenti; pertanto, la previsione di invio delle dichiarazioni al 30/9 deve necessariamente accompagnarsi al rilascio, in via definitiva, entro il 28/2, di modelli software, istruzioni e circolari agenziali per dichiarazioni redditi e modelli ISA, compresi di moduli di controllo invii telematici. In mancanza del rispetto del termine del 28/2, occorre sia automaticamente disposto lo spostamento del termine del 30/9.

Altra criticità

Critico il pagamento delle imposte al 30/6 – 31/7 con maggiorazione dello 0,4% (saldo e I acconto). ANC propone resti ordinario con metodo storico per tutti i contribuenti – compresi quelli ISA – con la previsione del conguaglio, ai fini del II acconto delle imposte (30/11), per i soggetti che hanno aderito al concordato preventivo biennale.

Nuovo concordato, vecchia impostazione

Per ultimo, relativamente alla valutazione della proposta di concordato preventivo presentata dall’Agenzia delle Entrate, occorre prevedere un tempo congruo atto a permettere l’analisi della proposta, l’avvio del contraddittorio con l’Agenzia delle Entrate e la presentazione al contribuente della valutazione finale.

Nella proposta formulata dall’ANC, il tempo ritenuto idoneo è complessivamente di 40 giorni.

ANC pubblica lo schema di calendario fiscale proposto: ancnazionale.it

Sitografia

www.ancnazionale.it