Congedo di paternità, vietato licenziare

Il Dlgs 105/2022 ha introdotto importanti novità in materia di congedo straordinario e parentale.

Il congedo di paternità diventa obbligatorio e prevede il divieto di licenziamento.

Licenziamento e congedo paternità: le novità dal Dlgs n. 105

A partire dal 13 agosto 2022, il congedo di paternità è passato da facoltativo ad obbligatorio. Il Dlgs, infatti, ha apportato importanti novità in materia, dando slancio alla figura del padre ed estendendo la platea dei beneficiari anche ai “conviventi di fatto” e gradualmente ai parenti più prossimi.

Durante il periodo di fruizione del congedo e sino al compimento di un anno di età del bambino vige il divieto di licenziamento del lavoratore, secondo quanto riporta l’articolo 54, comma 7 del Dlgs 151/2001. Nel periodo di vigenza del divieto di licenziamento, il lavoratore non può essere sospeso dal lavoro, esclusa l’ipotesi in cui la sospensione dell’attività riguardi l’impresa o il reparto al quale il lavoratore è assegnato e che gestisce autonomamente. La violazione delle disposizioni sul divieto di licenziamento è punita con la sanzione amministrativa compresa tra 1.032 e 2.582 euro, secondo la Legge 689/1981.

A norma delle nuove disposizioni, il padre ha diritto ad un periodo di astensione della durata di 10 giorni, anche non continuativi, da beneficiare a partire dai 2 mesi antecedenti la data presunta del parto ed entro il quinto mese di vita del figlio. Come sottolinea l’Inps con il messaggio n. 3066 del 4 agosto 2022, il padre deve comunicare in forma scritta al datore di lavoro i giorni in cui intende fruire del congedo obbligatorio, con un anticipo non minore di cinque giorni.

Sitografia

www.inps.it

www.ilsole24ore.com