Potere d’acquisto, competitività. Strategia Brunetta (rimandata?)

Il ministro lascia Forza Italia – “Ha tradito i suoi valori” – dopo il “giorno più lungo”

In occasione del 9° Congresso nazionale SIULP di qualche giorno fa, il Ministro per la Pubblica amministrazione Brunetta ricordava la priorità che ha contraddistinto il Governo Draghi e il lavoro intrapreso in quella direzione: mettere in sicurezza il potere di acquisto delle famiglie. Accanto, l’altra priorità: la competitività delle imprese italiane, obiettivo per cui in pochi mesi sono stati spesi 33 miliardi di euro, attingendo dagli extraprofitti delle società energetiche generati dal conflitto in Ucraina per contrastare il caro bollette e il caro energia.

Il titolare della Pa annunciava una strategia in tre mosse. Misure che, se attuate, sarebbero distribuite tra il decreto di fine luglio e la legge di bilancio per il 2023: il rinnovo dei contratti, la difesa del lavoro povero e precario, il rafforzamento dei salari, “con particolare attenzione alla tutela delle famiglie a basso reddito”.  

Rinnovo dei contratti e sì al salario minimo (non per legge) 

“Il primo passo – afferma Brunetta – deve essere quello di rinnovare i contratti di lavoro, che è il modo più serio per difendere il potere d’acquisto dei lavoratori. Io ho riaperto la stagione dei rinnovi nel pubblico impiego sin dallo scorso anno per la tornata contrattuale 2019-2021, ma intendo proseguire: nella legge di bilancio vorrei stanziare le risorse per i prossimi rinnovi e introdurre regole operative per semplificare l’iter. Il mio sogno è che, una volta disponibili i fondi, possa bastare un trimestre per chiudere i nuovi contratti”. 

“Occorre pensare al segmento dei lavoratori poveri e precari, che magari hanno anche dei contratti, ma sono spesso contratti pirata, fasulli, inaccettabili.” Prosegue: “al tavolo con i sindacati abbiamo detto: salario minimo sì, ma non per legge fissando la cifra, perché l’Italia ha una straordinaria contrattazione che garantisce buoni contratti al 90% dei lavoratori. Va prevista l’estensione dei minimi contrattuali dei contratti più diffusi e migliori anche a chi non ne ha”.  

“Il pubblico impiego non ha, per fortuna, queste specificità negative. Il mercato, invece, ha di queste falle, che uno Stato liberale e attento deve colmare. Il ministro Orlando ha esposto ai sindacati un progetto assolutamente condivisibile: estensione, anche attraverso la legislazione di sostegno, della contrattazione più equa e favorevole a chi ora ce l’ha fasulla, imbrogliona, pirata”. 

Salario produttività e taglio cuneo fiscale 

Secondo il ministro, “da tempo le dinamiche salariali nel nostro Paese non sono all’altezza dei tempi. Chiediamo produttività, efficienza, abnegazione, merito, ma non riusciamo a rispondere con salari adeguati. Questo, a differenza di altri, è un problema strutturale a cui dobbiamo rispondere tagliando il cuneo fiscale, con l’obiettivo di farlo convergere in 2-3 anni intorno ai valori europei, e rilanciando i salari di produttività, legati alla contrattazione di secondo livello e ai progetti di efficienza. Viva i salari accessori che premiano il merito”.

Taglio Iva per famiglie a basso reddito 

Infine, Brunetta annunciava nuove misure per le famiglie a basso reddito.  

“Per le famiglie a basso reddito, a causa dell’inflazione, il carrello al supermercato rischia di restringersi. Sto lavorando, assieme al ministro dell’Economia, a una serie di interventi per lasciare intatto quel carrello: l’idea è utilizzare l’extragettito Iva legato all’aumento generalizzato dei prezzi per azzerare l’imposta sui prodotti di prima necessità e largo consumo, in modo che le famiglie a basso reddito non debbano subìre gli effetti negativi dell’inflazione. Allo stesso modo, puntiamo all’ampliamento dei fringe benefit, agevolando gli accordi aziendali in tal senso e la partecipazione dei datori di lavoro alla difesa del potere d’acquisto dei dipendenti, che così potrebbero avere una sorta di bonus incrementale oltre al bonus di 200 euro che eroga lo Stato”.

Oggi, il Governo Draghi è in dimissioni. Brunetta lascia FI. La strategia?

Sitografia

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