Agenzia delle Entrate, quattro risposte

Con quattro consecutive risposte del 21 giugno 2022, l’Agenzia delle Entrate dà la sua interpretazione su Iva, canoni di locazione e affitto d’azienda, Zes e start-up.

Quattro risposte AE. La prima è sull’Iva

Con la risposta n. 330/E/2022, l’Amministrazione chiarisce che il mancato deposito nel registro delle imprese del bilancio consolidato costituisce causa ostativa all’assunzione dell’obbligo di garantire le eccedenze di credito, trasferite alla procedura di liquidazione Iva di gruppo. L’esistenza della franchigia, inoltre, va verificata con riferimento al conto fiscale delle società, in proporzione al rispettivo credito utilizzato nella detta procedura.

La seconda è su canoni di locazione e affitto d’azienda

La società titolare del credito d’imposta concesso dal decreto “Rilancio” (articolo 28 del Dl n. 34/2020) per i canoni di locazione degli immobili a uso non abitativo e affitto d’azienda, può compensarlo anche se a suo carico sono iscritti a ruolo debiti tributari. Con la risposta n. 331/E/2022, si torna a dire che, per i crediti aventi natura agevolativa, il divieto di compensazione di cui all’articolo 31, comma 1, del Dl n. 78/2010, non scatta.

La terza sulle agevolazioni Zes

La tassazione agevolata Zes per l’acquisto di terreni e l’acquisizione ai fini della realizzazione o dell’ampliamento di immobili strumentali per gli investimenti effettuati a partire dal 1° maggio 2022, è preclusa nel caso in cui l’immobile sia acquistato da una società appartenente allo stesso gruppo. Lo sconto fiscale è cumulabile al c.d. bonus Mezzogiorno riconosciuto per lo stesso investimento, purché il cumulo non porti al superamento del costo sostenuto per l’investimento. Sono, in sintesi, i chiarimenti forniti con la risposta n. 332/E/2022.

L’ultima risposta è sulle start-up innovative

Con la risposta n. 334/E/2022, l’Agenzia chiarisce, infine, che le norme sulle start-up innovative precludono la distribuzione di utili anche nell’ipotesi di ricorso a contratti di associazione in partecipazione. Il divieto di distribuzione di utili è, infatti, finalizzato a favorire l’investimento degli stessi per la crescita della start-up innovativa, o verrebbe meno il comportamento virtuoso che la norma agevolativa intende premiare.

Sitografia

www.fiscooggi.it

www.agenziaentrate.gov.it