RUNTS, consistenza patrimonio: contabilità fino a 180 giorni

Il Ministero del Lavoro determina in 180 giorni (su valutazione del notaio) il limite massimo della validità temporale della documentazione contabile ai fini dell’attestazione notarile circa la consistenza del patrimonio necessaria per l’iscrizione al Runts degli enti in trasmigrazione già dotati di personalità giuridica.

In particolare, con la nota n. 34/9184 del 16 giugno 2022 interviene su quanto indicato nella circolare n. 9 del 21/04/2022 circa la natura della documentazione di cui il notaio si avvale per attestare la sussistenza del patrimonio minimo degli enti già in possesso della personalità giuridica ai fini del perfezionamento della loro iscrizione al RUNTS.

La circolare evidenzia la necessità che la verifica circa il requisito della sussistenza del patrimonio minimo non sia “temporalmente distante dal momento della proposizione dell’istanza di scrizione al RUNTS, a garanzia dell’attualità delle valutazioni effettuate, ai fini delle quali, inoltre, è necessario che il notaio possa disporre di una documentazione di supporto affidabile“.

Nella nota è spiegato che la Commissione Terzo settore del Consiglio Notarile di Milano, con la massima n. 3 del 27/10/2020, per il presupposto dell’affidabilità della documentazione a supporto individua in 120 giorni dalla presentazione della domanda il termine temporale di riferimento.

In tal senso, la massima notarile sopra citata, che cita espressamente, quale documentazione di riferimento “bilancio, situazione patrimoniale, perizia etc.”, individua il rispetto del termine a quo per l’aggiornamento della stessa quale condizione di legittimità della verifica in parola.

In proposito, alcune associazioni hanno chiesto di assumere come valido – per il solo periodo di primo popolamento del RUNTS e unicamente con riferimento al bilancio di esercizio chiuso al 31 dicembre 2021 (non si comprende il motivo per il quale tale estensione debba riguardare anche un bilancio infrannuale) – un arco temporale ampliato a 180 giorni antecedenti la presentazione dell’attestazione patrimoniale, perché tale situazione sia accompagnata dalla relazione del revisore legale esterno o del revisore legale componente dell’organo di controllo (si precisa che in tal caso nella relazione deve essere espressamente menzionata la qualifica di quest’ultimo, mentre non è considerabile l’ipotesi in cui la relazione sia demandata ad un organo di controllo che non contempli la presenza di almeno un revisore legale). L’ampliamento potrebbe incontrare ostacolo proprio nell’indisponibilità del notaio, sul quale ricade in ultima analisi la responsabilità dell’attestazione.

Quanto sopra premesso, e unicamente nei limiti prospettati (ovvero unicamente con riferimento agli enti coinvolti nella trasmigrazione, già in possesso della personalità giuridica ex dpr 361/2000 che si avvalgano, per l’approvazione dei bilanci, della revisione legale o di un revisore quale componente dell’organo di controllo) si ritiene che la questione possa rimettersi alla prudente valutazione del notaio incaricato, che potrà in tal senso, anche sulla base delle interlocuzioni con il revisore legale interno o esterno all’ente, procedere alle attestazioni di propria competenza utilizzando a tal fine documentazione contabile aggiornata ad un termine antecedente superiore ai 120 giorni e comunque non superiore ai 180.

Sitografia

www.lavoro.gov.it