Silenzio assenso off per le società di comodo

La Cassazione ritiene legittimo l’accertamento sulla società di comodo, pur avendo l’Agenzia delle Entrate risposto tardivamente all’istanza di interpello disapplicativo.

L’istituto del silenzio assenso non opera in questa circostanza, riferendosi esclusivamente ai procedimenti a istanza di parte per il rilascio di provvedimenti amministrativi a carattere autorizzatorio.

L’ordinanza n. 20011 del 14 luglio 2021 ricorda che la disciplina dell’interpello disapplicativo prevedeva che le determinazioni del direttore regionale delle entrate fossero comunicate al contribuente non oltre novanta giorni dalla presentazione dell’istanza.

L’interpello disapplicativo che disattiva il silenzio assenso

Tuttavia, l’interpretazione fornita dalla prassi amministrativa, benché priva di efficacia vincolante, ha sempre confermato che nell’ambito dell’interpello disapplicativo non si determina un’ipotesi di silenzio assenso in caso di mancata risposta dell’amministrazione nel termine previsto, a differenza di quanto, invece, prevede in tema di interpello ordinario l’articolo 11 dello Statuto del contribuente.

Né è possibile applicare l’articolo 20 della legge n. 241/1990: il silenzio assenso si riferisce ai procedimenti a istanza di parte per il rilascio di provvedimenti amministrativi ampliativi a carattere autorizzativo o abilitativo, nei casi in cui il silenzio dell’amministrazione equivale ad accoglimento della domanda.

Perché? Perché la norma allora vigente sull’interpello disapplicativo della disciplina delle società di comodo faceva riferimento a un’istanza volta non già al rilascio di un provvedimento autorizzativo, bensì alla disapplicazione delle norme tributarie antielusive (comprese quelle della disciplina delle società non operative o in perdita sistematica).
 
Cosa ne deriva per la Corte? Che il ricorso dell’Amministrazione finanziaria deve essere accolto in esecuzione del principio di diritto secondo cui “il mancato rispetto del termine di novanta giorni per la risposta all’interpello disapplicativo in tema di società di comodo (…) non comporta la formazione del silenzio assenso e la conseguente preclusione per l’ufficio di procedere all’adozione dell’avviso di accertamento, in quanto non si rinviene la tipizzazione di un’ipotesi di silenzio assenso in caso di mancata risposta dell’amministrazione nel termine previsto dall’art.1 d.m. n. 259/1998, a differenza di quanto invece previsto in tema di interpello ordinario dall’art. 11 statuto del contribuente, né alla fattispecie risulta applicabile l’istituto del silenzio-assenso, disciplinato dall’art. 20, l. 7 agosto 1990 n. 241, che si riferisce ai procedimenti ad istanza di parte per il rilascio di provvedimenti amministrativi ampliativi a carattere autorizzativo o abilitativo”.

Sitografia

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