Firmato in Toscana il nuovo Patto per il lavoro

Giani: “adesso la questione del lavoro diventa fondamentale”

Il commissario straordinario di Anpal, Raffaele Tangorra, in occasione della firma del nuovo Patto per il lavoro, siglato dal presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, e dal Ministro del lavoro, Andrea Orlando, ha spiegato che in Italia “i livelli essenziali non rappresentano diritti per i cittadini ma sono solo un mero elenco di prestazioni possibili”.

Perché “Il punto centrale della Garanzia di occupabilità dei lavoratori (…) è realizzare davvero livelli essenziali delle prestazioni in materia di politiche attive nel nostro Paese”.

Allo scopo, sono necessarie risorse: “il Governo ha deciso, nell’ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza, un investimento in questo settore che non si era mai visto prima”.

Si tratta di “4,4 miliardi di euro ai quali si aggiungono altri 500 milioni del React EU”, ricorda Tangorra. 

“Siamo quindi in una contingenza storica che ci permette davvero di far fare alle politiche attive quel salto di qualità che tutti ci aspettiamo”.

Come?

Anzitutto, “superando le logiche di contrapposizione tra Stato centrale e Regioni, con il confronto tra le istituzioni come chiave di volta. Il protocollo di oggi in Toscana è un esempio: fissati gli standard nazionali, possiamo prevedere differenziazioni territoriali a seconda della disponibilità di risorse e degli indirizzi che il territorio vuol dare”.

Poi, con “l’integrazione con le politiche della formazione, in particolare in una fase che richiede l’investimento sulle competenze per la doppia transizione che stiamo affrontando: digitale ed ecologica”.

Infine, con “l’integrazione pubblico-privato: ferma restando la regia pubblica, con Gol si vogliono cambiare le regole d’ingaggio, in modo tale che le agenzie private possano dare un contributo importante grazie alla collaborazione con i centri per l’impiego”.

Il nuovo Patto per il lavoro in Toscana

Il patto firmato a Firenze é un protocollo d’intesa per il futuro delle politiche attive del lavoro in Toscana. Sarà finanziato con 53,8 milioni di euro.

Le parti avviano una stretta collaborazione per sviluppare strumenti, anche innovativi, con l’obiettivo di rafforzare la capacità di intervento sul mercato del lavoro.

La Regione finanzierà una serie di prestazioni di politica attiva – dal sostegno alle nuove competenze all’implementazione dei patti locali per la formazione – dirette a favorire l’inserimento lavorativo e ad aumentare l’occupabilità di lavoratrici e lavoratori, disoccupati e inoccupati.

Nel corso della tavola rotonda, il presidente della Regione Eugenio Giani ha dichiarato: “adesso la questione del lavoro diventa fondamentale. La firma del protocollo ci consente di dare concretezza alla crescita delle nostre strutture che si occupano di politiche attive e che, come dicono i numeri, già stanno ottenendo risultati importanti”. 

Per il Ministro del lavoro: “il nostro compito è dare a tutti l’esigibilità di una serie di servizi che consentano effettivamente la possibilità di (…) essere accompagnati al mondo del lavoro. Non ci possiamo permettere di avere risorse bloccate nei cassetti. Appena insediato, mi sono attivato, in rapporto con le Regioni, per sbloccare i fondi che sono necessari ad avviare un percorso di politiche attive”. 

L’investimento previsto per i prossimi mesi è cospicuo: “Complessivamente quasi 5 miliardi per il sostegno a chi cerca lavoro, a chi si deve formare, a chi deve difendere il lavoro”.

Sitografia

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