Quando i “biscottini” ingrassano il web ci pensa Google

Google annuncia che cestinerà i “biscottini” del web nel 2023, non più nel 2022. Il primo annuncio fu fatto a marzo 2021 in un blogpost di David Temkin (Senior Director, Product Management, Ads Privacy & User Trust presso Google).

I cookie e i loro sgraditi effetti sono da tempo un pensiero delle policy aziendali; impiegati nel settore pubblicitario, la loro eliminazione è destinata a cambiare in modo significativo l’ecosistema di marketing digitale.

La filiera dell’advertising online aveva, negli ultimi anni, dirottato verso un utilizzo sempre più massiccio delle informazioni racchiuse nei cookie per veicolare ai consumatori messaggi pubblicitari profilati.

Google ultimo nella eliminazione ma il più temuto

Google Chrome è ultimo tra i principali browser a eliminare i third party cookie, tuttavia detiene una quota superiore al 65%.

Perché posticipare?

L’azienda ha bisogno di lavorare più a stretto contatto con le autorità di regolamentazione e l’ecosistema del web per trovare nuove tecnologie che sostituiscano i cookie di terze parti nella pubblicità online: sta lavorando allo sviluppo di standard e soluzioni a tutela della privacy dell’utente che garantiscano un digital advertising “mirato” e “targetizzato”, inseriti sotto l’egida della Privacy Sandbox.

E’ chiaro che la mossa di Google Chrome concede all’ecosistema del digital advertising “più tempo per lavorare e prepararsi al prossimo scenario cookieless“; altrettanto elementare sembra la conseguenza di un forte rallentamento del moto verso cui l’intero settore avanzava sviluppando soluzioni di targeting alternative, come anche più rispettose della “privacy” dell’utente.

E il dopo “biscottini”?

In attesa del “completamento” delle soluzioni per il mondo cookieless ed indipendentemente dalla decisione presa da Google di procrastinare il blocco, l’industria della pubblicità online deve muoversi per sfruttare il nuovo e più ampio margine temporale.

Certo si andrà verso l’adozione di più alternative che garantiscano un advertising data-driven rispettoso della privacy dell’utente: non solo soluzioni di identità (dati di CRM, mobile advertising ID (MAID) e Universal ID), anche il contextual advertising e le soluzioni di targeting cookie-free generate da algoritmi di AI (sullo stato dell’arte dell’Intelligenza artificiale in Italia rimandiamo all’articolo pubblicato il 25 giugno 2021).

Interessanti quanto tutto l’articolo da cui redigo.info preleva la notizia dello slittamento del blocco dei cookie al 2023, le considerazioni finali dell’autrice: “…è importante sottolineare un punto: se la decisione di una singola azienda è in grado di influenzare l’intero mercato pubblicitario, forse è opportuno chiedersi se all’interno di questa industry non si stia andando sempre più verso un problema di elevata concentrazione, con il quale è necessario che al più presto si facciano i conti. Prima che sia troppo tardi, e a patto che non lo sia già.”.

Sitografia

www.osservatori.net

www.agi.it

www.corriere.it