Il Cfp Sostegni non annulla il regime forfettario

Il lavoratore autonomo in regime forfettario beneficia del contributo a fondo perduto di cui al decreto “Sostegni” (articolo 1, Dl n. 41/2021) anche in caso di fruizione del sussidio e di sforamento della soglia massima di 65mila euro, fissata per permanervi.

Con la risposta n. 443 del 24 giugno 2021, che rinforza una disposizione dello stesso decreto (art. 1, c. 7) e l’interpretazione di un documento agenziale di recente emanazione (circolare n. 5/E/2021), l’Agenzia delle entrate torna ad affermare la neutralità del contributo in argomento, che mantiene la finalità di compensare in parte i gravi effetti economici e finanziari che hanno subìto determinate categorie di operatori economici a seguito della pandemia.

Il comma 7 sopra richiamato prevede che “il contributo (…) non concorre alla formazione della base imponibile delle imposte sui redditi, non rileva altresì ai fini del rapporto di cui agli articoli 61 e 109, comma 5,del testo unico delle imposte sui redditi, e non concorre alla formazione del valore della produzione netta (…) ”.

Cfp “Sostegni” non nel calcolo del limite per la fruizione del forfettario

Con la circolare n. 5/2021, riguardo ai contribuenti forfettari il Fisco ha chiarito che i contributi a fondo perduto, come il Cfp “Sostegni”, vista l’eccezionalità delle misure, non rilevano ai fini della soglia massima prevista dalla legge n. 190/2014.

L’articolo 1, comma 54, di quella legge dispone, infatti, che “i contribuenti persone fisiche esercenti attività d’impresa, arti o professioni applicano il regime forfetario (…) se, al contempo, nell’anno precedente […] hanno conseguito ricavi ovvero hanno percepito compensi, ragguagliati ad anno, non superiori a euro 65.000”.

Il lavoratore autonomo forfettario, nell’ipotesi di fruizione del contributo, non dovrà quindi includerlo nel calcolo del limite di 65mila euro per la fruizione del relativo regime.

Sitografia

agenziaentrate.gov.it

fiscooggi.it