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Con un comunicato stampa del 16 gennaio 2026, l’ISTAT fa il punto sui prezzi al consumo di dicembre 2025, in aumento dello 0,2% rispetto a novembre e dell’1,2% su base annua. Un dato che riporta l’inflazione sui livelli di ottobre, confermando una fase di moderata ripresa dei prezzi.
Considerando l’intero 2025, l’inflazione media annua si attesta all’1,5%, in accelerazione rispetto al +1,0% del 2024. L’inflazione di fondo, calcolata al netto degli energetici e degli alimentari freschi, rallenta leggermente e si ferma all’1,9%, mentre quella al netto dei soli energetici si posiziona al 2,0%, entrambe in lieve diminuzione rispetto all’anno precedente.
La dinamica di dicembre è trainata principalmente dall’aumento dei prezzi dei servizi relativi ai trasporti, che registrano una forte accelerazione passando da +0,9% a +2,6%, anche per effetto di fattori stagionali. In crescita anche gli alimentari non lavorati (+2,3%) e i servizi vari (+2,2%). Al contrario, rallentano i beni non durevoli (+0,6%) e i servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+2,7%), mentre si intensifica la flessione dei prezzi degli energetici regolamentati, che segnano un calo del 5,2%.
Sul fronte dei consumi quotidiani, i prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona accelerano al +1,9%, così come quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto (+2,2%). L’inflazione di fondo resta stabile a dicembre al +1,7%.
Andamento simile per l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA), che nel 2025 cresce in media dell’1,7%, e per l’indice FOI, utilizzato come riferimento per contratti e affitti, che registra una crescita media annua dell’1,4%. Nel complesso, il quadro evidenzia un’inflazione ancora contenuta, ma sostenuta da specifiche voci di spesa, in particolare energia regolamentata e alimentari freschi.
Redazione redigo.info

