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Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e il CNEL hanno sottoscritto un’intesa finalizzata all’istituzione dell’Archivio nazionale dei contratti collettivi aziendali e territoriali, un nuovo strumento pensato per rafforzare la trasparenza e la conoscibilità della contrattazione collettiva di secondo livello.
L’iniziativa, che prevede una collaborazione tra il Ministero e il CNEL, si inserisce nel più ampio percorso di valorizzazione delle relazioni industriali e mira a creare una banca dati unica, nella quale confluiranno i contratti collettivi aziendali e territoriali depositati.
L’importanza dell’intesa
L’accordo si inserisce all’interno della normativa prevista dall’articolo 9, comma 2, del decreto-legge 30 aprile 2026, n. 62, convertito dalla legge n. 112 del 2026 (cosiddetto Decreto Primo Maggio) ed è uno dei primi adempimenti operativi del nuovo quadro normativo e il primo passo verso l’identificazione semplificata del Trattamento Economico Complessivo (TEC) nei contratti collettivi.
L’archivio viene definito come un’infrastruttura di dati e informazioni che il CNEL mette al servizio del Paese. La conoscenza dei contratti è la premessa della loro qualità e la trasparenza è il primo strumento di tutela del salario.
Per le aziende e i professionisti che operano nell’ambito del diritto del lavoro, il nuovo strumento potrà costituire un utile punto di riferimento per individuare modelli contrattuali, confrontare esperienze negoziali e approfondire le soluzioni adottate nei diversi settori produttivi e nei vari contesti territoriali.
Melania Baroncini

