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Legno Industria (F051): avanzamenti su salario, diritti, sicurezza e relazioni industriali
Roma, 3 settembre 2026. Con un comunicato congiunto e a seguito di un percorso negoziale articolato e complesso, FenealUil, Filca-Cisl, Fillea-Cgil e Federlegno hanno raggiunto l’ipotesi di intesa per il rinnovo del CCNL Legno arredo Industria (codice CNEL F051). Seguono qui le novità di particolare interesse che il comunicato sottolinea.
Interessa oltre 190.000 lavoratrici e lavoratori del settore. La sottoscrizione dei testi contrattuali è avvenuta in medesima data. La trattativa si è sviluppata in un contesto triennale segnato dalle difficoltà aperte nel 2022, dall’aumento dei costi energetici, dall’incertezza dei mercati e da una fase di sostanziale fermo che aveva rallentato il pieno sviluppo del confronto contrattuale. Proprio per questo, l’ipotesi di intesa raggiunta rappresenta un passaggio significativo non solo sul piano economico, ma anche sul terreno normativo e delle relazioni sindacali.
Nel pratico, sul piano economico l’intesa consolida l’applicazione della “doppia pista salariale” e conferma il meccanismo di recupero inflattivo, elemento distintivo del CCNL Legno arredo nel panorama dell’Industria.
Scontato l’aumento dei minimi retributivi: 134 euro
Il rinnovo prevede due aumenti certi sui minimi: il primo, da settembre 2026, pari a 95 euro al parametro 134, area specializzata AS1; il secondo, da gennaio 2027, pari a ulteriori 39 euro sullo stesso parametro. Complessivamente, quindi, le lavoratrici e i lavoratori acquisiranno 134 euro certi sui minimi contrattuali, pari a circa l’8,2% sulla paga base minima del parametro 134.
A questi importi si aggiungeranno gli adeguamenti IPCA da Istat previsti a gennaio 2027 e gennaio 2028, al momento stimati intorno al 2,4%, e al 2,6%. E’ stato in effetti centrale il confronto sul recupero inflattivo, confermando il riferimento all’IPCA reale non depurato dai costi energetici, in una fase nella quale la difesa del potere d’acquisto resta priorità assoluta per le lavoratrici e i lavoratori.
In questa prospettiva, ai 134 euro già definiti dall’’ipotesi di accordo sui minimi si sommerebbero ulteriori quote di recupero inflattivo, portando l’intervento salariale complessivo a un valore stimato superiore ai 250 euro a livello AS1. Si tratta di un risultato importante, soprattutto se collocato in un contesto economico segnato da un’inflazione nuovamente in salita, ma ancora distante dai picchi registrati nel 2023.
Gli altri piani sui quali si è svolta la trattativa
Sul piano normativo, l’ipotesi di rinnovo contiene numerosi avanzamenti che rafforzano il contratto e qualificano il sistema di relazioni industriali del settore: aggiornamento dell’Osservatorio Bilaterale Legno; avvio del gruppo di lavoro sull’inquadramento professionale; rafforzamento della rappresentanza per la sicurezza, con aumento del numero di Rls da uno a due nelle aziende sopra i 120 dipendenti; inserimento delle tutele previste dal protocollo calore; nuove procedure sui mancati infortuni; miglioramenti su congedi, permessi, malattie gravi, appalti e legalità lungo la filiera. Inoltre, viene inserito un protocollo sulle violenze di genere con approcci innovativi rispetto alla sensibilizzazione del tema.
Sul welfare contrattuale si consolida il ruolo di:
– Fondo Arco della previdenza complementare (0.10% in più da gennaio 2027, e un altro 0,20% da gennaio 2028);
– Fondo Altea della sanità integrativa (con un piano incrementato da gennaio di altri 3 euro solo a carico delle imprese).
Hanno una certa importanza anche le evoluzioni sulle maggiorazioni: aumentano le percentuali di indennità per lavoro straordinario, notturno e festivo; vengono rafforzati gli scatti di anzianità e viene riconosciuta l’una tantum per i mesi di carenza contrattuale.
Principio concreto di crescita proessionale
Le sigle hanno concertato un passaggio automatico dal livello AE1 al livello AE2, che produrrà i suoi primi effetti da giugno 2027 e da gennaio 2028, interessando progressivamente tutti i lavoratori. Questo è un risultato politicamente rilevante, perché introduce nel sistema di classificazione un principio concreto di crescita professionale, riconoscendo il diritto al passaggio di livello dopo una permanenza prolungata nel livello di ingresso.
CCNL Legno Industria: l’ipotesi del 3 settembre è una vera rivoluzione
La capacità del contratto di combinare aumenti certi e recupero inflattivo conferma il valore di un modello contrattuale unico nel panorama industriale, capace di difendere il potere d’acquisto e di restituire valore al lavoro delle donne e degli uomini del settore legno-arredo.
“Questa ipotesi di rinnovo – dichiarano FenealUil, Filca-Cisl, Fillea-Cgil – arriva al termine di una trattativa complessa, nella quale abbiamo scelto di tenere insieme salario, diritti, sicurezza e prospettiva industriale. Gli avanzamenti raggiunti non esauriscono le sfide del settore, ma rappresentano passi concreti verso un modello di relazioni sindacali più maturo, capace di affrontare il cambiamento del lavoro, l’evoluzione delle professionalità e la necessità di valorizzare il contributo delle lavoratrici e dei lavoratori”.
“Con questa ipotesi di intesa – proseguono le tre organizzazioni – iniziamo anche a tratteggiare il futuro del comparto: un settore che deve investire su qualità, competenze, sicurezza, sostenibilità e buona occupazione. Il contratto nazionale resta lo strumento fondamentale per accompagnare questa trasformazione, difendendo il potere d’acquisto e rafforzando le tutele collettive”.
Parola ora alle lavoratrici e ai lavoratori che dovranno, nelle assemblee, esprimersi sui testi appena sottoscritti.

