Retribuzione, minimali e massimali previsti per il 2023. Come regolarizzare

Inps, con la circolare n. 11, comunica i valori dei minimali e massimali retributivi del limite per l’accredito dei contributi obbligatori e figurativi e si occupa anche degli altri valori per il calcolo delle contribuzioni previdenziali ed assistenziali relativamente alla generalità dei lavoratori iscritti alle gestioni private e pubbliche. I datori di lavoro che, per i versamenti del mese di gennaio 2023, non abbiano potuto tener conto di tali aggiornamenti, posso regolarizzare la propria posizione, senza oneri aggiuntivi, entro il 16 maggio 2023.

Minimali retributivi e massimali base contributiva e pensionabile

Relativamente alla generalità dei lavoratori dipendenti e in materia di minimali retributivi, la retribuzione da assumere come base per il calcolo dei contributivi previdenziali ed assistenziali non può essere inferiore all’importo delle retribuzioni stabilito dalle leggi, oppure da regolamenti o contratti collettivi ed individuali. Pertanto, anche i datori non aderenti alla disciplina collettiva sono obbligati al rispetto dei minimi contrattuali, stabiliti per l’appunto dalla disciplina collettiva.

Il reddito da assoggettare a contribuzione, comprensivo del minimale contrattuale, deve essere adeguato, se inferiore, al limite minimo di retribuzione giornaliera, che non può essere inferiore al 9,50% dell’importo del trattamento minimo mensile di pensione a carico del Fondo pensioni lavoratori dipendenti (FPLD) in vigore al 1° gennaio di ciascun anno. Per cui, considerando che nel 2022, la variazione percentuale ai fini del pareggiamento automatico delle pensioni è stata pari all’8,1%, i limiti di retribuzione giornaliera così aggiornati e validi al periodo di paga in corso al 1° gennaio 2023 sono:

  • 567,94 euro per il trattamento minimo mensile di pensione a carico del Fondo pensioni lavoratori dipendenti (FPLD);
  • 53,95 euro per il minimale di retribuzione giornaliera pari al 9,5%.

Diverso invece è l’importo del minimale contributivo per le retribuzioni in genere. Ovvero, per i salari medi convenzionali, la misura del minimale della retribuzione si attesta a 29,98 euro per il 2023.

Il massimale annuo della base contributiva e pensionabile per i lavoratori iscritti successivamente al 31.12.1995 a forme pensionistiche obbligatorie e per coloro che optano per il sistema contributivo è calcolato, arrotondando, a 113.520,00 euro.

Accredito contributivi obbligatori

La circolare Inps continua la sua trattazione toccando anche il tema relativo al limite per l’accredito dei contributi obbligatori e figurativi. Tale limite è fissato nella misura del 40% del trattamento minimo di pensione in vigore al 1° gennaio dell’anno di riferimento. Il paramento del 40%, applicato al minimale retributivo di cui sopra ovvero 567,94 euro, risulta pari ad una retribuzione minima settimanale di 227,18 euro. Dunque, il limite annuale per l’accredito dei contributi è pari a 11.813,00 euro (227,18 euro x 52 settimane).

Formazione reddito dipendente: le voci che non concorrono

L’Istituto, infine, riporta gli elementi con i relativi importi, sempre a valere sul 2023, che non concorrono alla determinazione della retribuzione imponibile ai fini contributivi. Tra queste voci troviamo:

  • fringe benefit aziendali;
  • indennità di trasferta sia in ambito nazionale che estera;
  • indennità di trasferimento.;
  • indennità sostitutive per vitto.

Per maggiori chiarimenti, è disponibile consultare il documento ufficiale della circolare.

Sitografia

www.inps.it

www.dottrinalavoro.it