Focus di Anpal sui congedi parentale e di paternità

Il Focus di Anpal dal titolo “Congedi parentali e di paternità. Le attuali disposizioni in Italia e in Europa” (novembre 2022), fornisce una panoramica delle attuali disposizioni sui congedi di paternità e congedo parentale negli Stati membri unionali, inclusa l’Italia, ed esamina le disposizioni rispetto ai cambiamenti intervenuti nel quadro della Direttiva sull’equilibrio vita-lavoro per genitori e prestatori di cura e del suo recepimento a livello nazionale.
.
A partire dal 2018, ricorda in Premessa il Focus, tutti gli Stati membri dell’Unione europea offrono una qualche forma di congedo di paternità e/o parentale dopo la nascita di un figlio. Tuttavia, grandi sono le diversificazioni in termini di:

– durata del congedo,

– livelli di compensazione e

– indicazione del congedo come diritto familiare o diritto individuale, concetto poco chiaro e confuso.

Su questo specifico ultimo punto, va evidenziato che alcuni Paesi non offrono il congedo di paternità di per sé, ma forniscono una quota di congedo parentale riservata esclusivamente ai padri.

I sistemi di congedo parentale, come detto diversi tra loro, non sempre si inseriscono perfettamente in classificazioni adatte al confronto internazionale.

Il diritto al congedo per motivi familiari comprende una serie di misure che offrono protezione sul lavoro e, in alcuni casi, un sostegno al reddito ai genitori che si
prendono del tempo per occuparsi dei propri figli.

Un focus essenziale sulla differenza tra congedo parentale e congedo di paternità

Ebbene, il Focus Anpal fa chiarezza in termini di distinzione tra congedo parentale e di paternità: quello di paternità è ad uso esclusivo dei padri lavoratori dipendenti, generalmente è fruito subito dopo la nascita del figlio con lo scopo di far sì che il padre possa trascorrere del tempo con il nuovo nato ed eventualmente gli altri figli; non è previsto da una convenzione internazionale ed è generalmente più breve rispetto al congedo di maternità.

Proprio a causa della breve durata, i lavoratori in congedo di paternità spesso continuano a ricevere la piena retribuzione. In alcuni Stati, il diritto al congedo specifico per il padre fa parte dello schema del congedo parentale, piuttosto che essere un diritto separato.

Il congedo parentale è rivolto a entrambi i genitori lavoratori ed è complementare ai periodi di congedo di maternità e di paternità.

Il diritto al congedo parentale è spesso un diritto individuale non trasferibile, ossia ogni genitore gode del proprio diritto; in altri casi è un diritto individuale che può essere trasferito all’altro genitore; in altri ancora un diritto della famiglia che i genitori possono dividere tra loro a scelta. Di solito, è fruito subito dopo il congedo di maternità e/o paternità ed è inteso come misura di sostegno alla genitorialità che consente ai genitori la stessa opportunità di dedicare tempo alla cura del bambino piccolo.

In taluni Paesi, il congedo parentale è disponibile anche per entrambi i partner dello stesso sesso.

La scelta di trattare il tema dei congedi è legata al dibattito attuale che si inserisce nel percorso che gli Stati membri stanno affrontando per recepire la Direttiva 2019/1158. Questa introduce delle novità:

– prima tra tutte definisce il congedo un diritto individuale e non trasferibile al fine di promuovere una più equa distribuzione dei carichi di cura tra uomini e donne. La Direttiva in questa veste mira a modernizzare il quadro legislativo dell’Unione in tema di congedi, fissando una serie di standard minimi nuovi o più elevati per il congedo parentale, di paternità e di assistenza.

L’Italia recepisce tale Direttiva con D.lgs. n. 105 del 30/06/20222, che prevede disposizioni relative a congedi, permessi e ad altri istituti, nell’ottica della piena equiparazione dei diritti alla genitorialità e alla cura.

Studi e ricerche riportano che l’utilizzo prolungato dei congedi da parte delle madri per più di un anno, indebolisce il loro legame con il mercato del lavoro, che a sua volta può avere un effetto negativo sulle prospettive di carriera delle donne e può incidere negativamente sui loro guadagni. Aumentare, perciò, l’utilizzo dei congedi da parte dei padri è importante perché si pensa che possa ridurre le barriere alla genitorialità, avere effetti positivi sullo sviluppo del bambino e migliorare l’uguaglianza di genere.

Riteniamo utile alla piena comprensione delle caratteristiche dei congedi come sopra riassunti la lettura dell’intero testo Anpal.

Sitografia

www.anpal.gov.it