Definizione controversie pendenti, schema di domanda

L’articolo 5, comma 14, della legge n. 130 del 31 agosto 2022, consente ai contribuenti che non siano stati integralmente soccombenti nei gradi di merito di definire in via agevolata le liti fiscali pendenti innanzi alla Corte di Cassazione attraverso il pagamento di determinati importi, correlati al valore della controversia.

In particolare, il valore della controversia, da assumere a base del calcolo per la definizione, è stabilito ai sensi dell’articolo 16, comma 3 della legge n. 289/2022, con riferimento a ciascun atto introduttivo del giudizio, indipendentemente dal numero di soggetti interessati e dai tributi in esso indicati.

Lo schema di domanda nel provvedimento agenziale

Un provvedimento agenziale del 16 settembre 2022 approva il modello per la presentazione della domanda di adesione alla definizione agevolata dei giudizi tributari pendenti, reso disponibile sul sito internet dell’Agenzia delle entrate, unitamente alle relative istruzioni.

Entro il 16 gennaio 2023, il contribuente per ciascuna controversia presenta una distinta domanda di definizione mediante invio a mezzo PEC.

Il pagamento delle somme dovute deve essere effettuato mediante modello F24 e non è ammessa la rateazione. Il versamento degli importi dovuti è effettuato, in ogni caso, senza avvalersi della compensazione (art. 17, dlgs n. 241/1997).

È ammesso lo scomputo delle somme già versate in pendenza di giudizio ma non si dà luogo alla restituzione di quelle eccedenti rispetto a quanto dovuto per la definizione.

La definizione si perfeziona, salvo diniego, con la presentazione della domanda e con il pagamento degli importi dovuti. Se non ci sono importi da versare, essa si perfeziona con la sola presentazione della domanda.