Inps sulle nuove del Contratto di espansione e l’indennità mensile

L’articolo 1, comma 215, della legge di Bilancio per il 2022 ha prorogato per il 2022 e 2023 il regime sperimentale di applicazione dell’articolo 41 del decreto legislativo n. 148/2015 su Contratto di espansione e indennità mensile – e, a decorrere dal 1° gennaio 2022, ha ridotto il limite minimo di unità lavorative in organico stabilendo che non può essere inferiore a 50 unità, anche calcolate complessivamente nelle ipotesi di aggregazione stabile di imprese con un’unica finalità produttiva o di servizi.

Per gli accordi stipulati dal 1° gennaio 2022, i benefici possono essere riconosciuti nel limite di spesa di 80,4 milioni di euro per l’anno 2022, di 219,6 milioni di euro per l’anno 2023, di 264,2 milioni di euro per l’anno 2024, di 173,6 milioni di euro per l’anno 2025 e di 48,4 milioni di euro per l’anno 2026.

Lavoratori destinatari dell’indennità mensile

In considerazione della proroga, l’indennità mensile è riconosciuta in favore dei lavoratori dipendenti, assunti con contratto a tempo indeterminato che risultino iscritti al Fondo pensioni lavoratori dipendenti (FPLD) o alle forme sostitutive o esclusive dell’Assicurazione generale obbligatoria, gestite dall’INPS, e che abbiano risolto consensualmente il rapporto di lavoro entro il 30 novembre 2023.

Non rientrano tra i destinatari del contratto di espansione – aggiungendosi agli esclusi di cui alla circolare Inps n. 48 di marzo – i lavoratori che intendono accedere a una pensione di vecchiaia con requisiti diversi da quelli ordinari.

Inoltre, in relazione alle novità di legge 2022, l’indennità non è riconosciuta ai fini del conseguimento della pensione anticipata al raggiungimento, entro il 31 dicembre 2022, di un’età anagrafica di almeno 64 anni e di un’anzianità contributiva minima di 38 anni e ai fini del conseguimento della pensione anticipata c.d. opzione donna, per le lavoratrici che abbiano perfezionato i prescritti requisiti entro il 31 dicembre 2021.

Per l’accertamento del requisito anagrafico e contributivo, ai fini perfezionamento del diritto alla pensione di vecchiaia e anticipata si tiene conto degli adeguamenti agli incrementi della speranza di vita (indicati nella nota di aggiornamento del Rapporto n. 22/2021 del MEF, in base allo “scenario demografico ISTAT – mediano base 2020” ). Il percettore dell’indennità mensile, al fine di presentare tempestivamente la domanda di pensione, dovrà pertanto verificare preventivamente gli incrementi della speranza di vita in vigore alla data di decorrenza della stessa.

Datori di lavoro destinatari della norma

Per gli anni 2022 e 2023, i datori di lavoro (anche non imprenditori in possesso dei prescritti limiti dimensionali) con un organico non inferiore a 50 unità lavorative possono avviare – nell’ambito dei processi di reindustrializzazione e riorganizzazione che comportano, in tutto o in parte, una strutturale modifica dei processi aziendali finalizzati al progresso e allo sviluppo tecnologico delle attività, nonché la conseguente esigenza di modificare le competenze professionali in organico mediante un loro più razionale impiego e, in ogni caso, prevedendo l’assunzione di nuove professionalità – una procedura di consultazione per la stipula in sede governativa di un contratto di espansione con il Ministero del Lavoro e delle politiche sociali e con le associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale o con le loro rappresentanze sindacali aziendali ovvero con la rappresentanza sindacale unitaria.

Sitografia

www.inps.it