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  Imprese  Avviso pubblico #RiParto. Percorsi di welfare aziendale
ImpreseLavoroPubblica Amministrazione

Avviso pubblico #RiParto. Percorsi di welfare aziendale

redazioneredazione—Luglio 19, 2022
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La Presidenza del Consiglio dei Ministri emana l’Avviso pubblico “#RiParto” – Percorsi di welfare aziendale per agevolare il rientro al lavoro delle madri, favorire la natalità e il work-life balance” – misura del Dipartimento per le politiche della famiglia volta a promuovere la realizzazione di progetti di welfare aziendale, con il fine di sostenere il rientro al lavoro delle lavoratrici madri e di favorire l’armonizzazione dei tempi di lavoro e dei tempi di cura della famiglia.

Si vuol incentivare lo sviluppo di progetti capaci di fornire un sistema integrato di strumenti quali benefit, facility e servizi alla persona che concorrano sinergicamente alla risoluzione di problemi comuni alle lavoratrici madri dopo l’arrivo di un nuovo figlio, anche alla luce della rilevanza delle misure di sostegno in relazione allo sviluppo psicofisico dei bambini (con particolare riferimento ai primi 1000 giorni di vita).

Indicazioni dell’Avviso sulle proposte progettuali

Le proposte progettuali devono prevedere azioni incluse nelle seguenti aree di intervento: supporto all’assunzione del nuovo ruolo genitoriale in un’ottica di armonizzazione della vita privata e lavorativa (sono comprese iniziative di sostegno psicologico e fisico); incentivi economici finalizzati al rientro al lavoro dopo il parto/adozione; formazione e aggiornamento per l’accompagnamento al rientro al lavoro dopo il parto/adozione.

Le proposte progettuali potranno riguardare una o più azioni coerenti tra loro, pure in considerazione delle dimensioni aziendali e del contesto lavorativo di riferimento, nell’ambito delle categorie di azioni.

Ambito di applicazione: proponenti, requisiti di ammissibilità e cause di esclusione

Possono presentare domanda di finanziamento quali soggetti proponenti: le imprese (ex art. 2082 c.c. e art. 2083 c.c.), aventi sede legale o unità operative sul territorio nazionale; i consorzi e i gruppi di società collegate o controllate (ex art. 2359 c.c.), purché tutti i partecipanti al soggetto collettivo siano finanziabili.

Tali soggetti possono partecipare anche in forma associata con altri soggetti aventi gli stessi requisiti, costituendosi in associazione temporanea di scopo (ATS), contratto di rete o associazione temporanea d’impresa (ATI).

Ad eccezione delle imprese, gli altri soggetti sopra elencati individuano un capofila che presenta una unica domanda di finanziamento, un unico progetto ed un unico piano finanziario.

Al momento della presentazione della domanda di partecipazione all’Avviso, il soggetto proponente deve trovarsi nelle seguenti condizioni, a pena di esclusione:

a. aver restituito o depositato in un conto vincolato le agevolazioni pubbliche godute per le quali è stata eventualmente disposta la restituzione da parte di autorità nazionali e/o regionali e/o comunitarie;

b. non aver subito sanzioni definitivamente accertate che comportino l’esclusione da agevolazioni, finanziamenti e contributi;
c. contribuire ai costi del progetto secondo le percentuali indicate nell’Avviso stesso;
d. essere iscritto al registro delle imprese presso la Camera di commercio territorialmente competente e, ove previsto, negli elenchi, albi e nelle anagrafi previsti dalla rispettiva normativa di riferimento;
e. avere la sede legale principale o unità operative sul territorio nazionale;
f. non trovarsi in alcuna delle situazioni previste come causa di esclusione dall’articolo 80 del decreto legislativo n. 50/2016;
g. non essere in stato di liquidazione volontaria;
h. non essere stato assoggettato alla sanzione interdittiva o ad altra sanzione che comporta il divieto di contrarre con la Pubblica amministrazione.

In caso di ammissione, il finanziamento sarà erogato dal Dipartimento per le politiche della famiglia al capofila e da questi ripartito tra i soggetti partecipanti, in base a quanto dichiarato nella domanda.

Il capofila è responsabile verso il Dipartimento della corretta attuazione e rendicontazione del progetto, anche ai fini dell’applicazione delle sanzioni.

#RiParto. Domanda di ammissione al finanziamento

Per accedere al finanziamento occorre presentare, a pena di irricevibilità (entro le ore 12.00 del 5 settembre 2022, via PEC all’indirizzo: AvvisoRiParto@pec.governo.it:), la domanda unitamente alla documentazione di cui all’articolo 5, comma 3, protetta da password, che dovrà essere successivamente comunicata al Dipartimento. La domanda deve essere trasmessa esclusivamente da un indirizzo di posta elettronica certificata intestato al soggetto proponente (impresa di cui all’art. 3, c. 1 dell’Avviso) o al capofila (dei soggetti diversi dall’impresa, di cui all’art. 3, c. 2 e c. 3 dell’Avviso).

Le indicazioni sono contenute nella “Guida alla compilazione” di cui all’Allegato n. 2 dell’Avviso pubblico #RiParto.

La domanda di finanziamento e la documentazione (art. 5, c. 3), allegati al messaggio PEC, devono essere in formato PDF e firmati digitalmente dal legale rappresentante del soggetto proponente o da un suo delegato e predisposti utilizzando la modulistica pubblicata sul sito internet istituzionale del Dipartimento (http://famiglia.governo.it.).

Data e orario di arrivo del messaggio PEC (o dei messaggi PEC, qualora il primo superi il limite massimo di capienza) alla casella del Dipartimento sono comprovati dagli interessati con l’invio via PEC, a pena di irricevibilità, dell’attestazione della ricevuta di avvenuta consegna alla medesima casella dipartimentale. Pertanto, le domande, ancorché inviate prima del termine indicato nel comma 1, la cui ricevuta dell’avvenuta consegna alla PEC del Dipartimento è successiva al suddetto termine, saranno ritenute irricevibili.

Cause di esclusione

A pena di esclusione, la domanda di ammissione (Modello 1) e i documenti allegati (Modelli 2, 3, 4 e 5) devono essere predisposti utilizzando la modulistica pubblicata sul sito internet istituzionale del Dipartimento.

La mancata sottoscrizione della domanda di ammissione e dei documenti allegati con firma digitale, l’assenza di tutti gli allegati richiesti, ovvero la compilazione non completa e non corretta della modulistica, sono causa di esclusione.

Inoltre, a pena di esclusione non possono essere presentate più domande di finanziamento dallo stesso soggetto individuale, dal capofila e dai partecipanti dei soggetti diversi dalle imprese di cui al c. 1 dell’art. 3 dell’Avviso.

I progetti sono esclusi se già finanziati, in tutto o in parte, da risorse europee, nazionali, regionali e locali.

Sono, parimenti, escluse le richieste di finanziamento che non rispettino quanto stabilito ai c. 3 e 4 dell’art. 6 (Dotazione finanziaria e ammontare del finanziamento). Sono, pure, esclusi i progetti aventi durata diversa da quanto stabilito all’art. 8, c. 3 (24 mesi). Ai fini del computo della durata del progetto, non sono presi in considerazione la rilevazione dei dati e le attività di studio finalizzati alla redazione del progetto.

Dotazione

Da ultimo riportiamo, in sintesi estrema, l’ammontare della dotazione finanziaria dell’Avviso #RiParto, che è pari ad euro 50.000.000,00 (cinquanta milioni). Il finanziamento pubblico è erogato a valere sulle risorse del Fondo per le politiche della famiglia stanziate dall’art. 1, c. 23 e c. 24, della legge n. 178/2020.

La richiesta di finanziamento per ciascuna iniziativa progettuale deve essere compresa:

a. tra un minimo di euro 15.000,00 (quindicimila euro) e un massimo di euro 50.000,00 (cinquantamila euro) per le imprese con meno di 10 dipendenti e i cui ricavi della voce A1 del conto economico, relativo all’ultimo esercizio contabile concluso, siano uguali o inferiori ai 2 milioni di euro (microimprese).

Il soggetto proponente deve contribuire ai costi del progetto con risorse finanziarie pari ad almeno il 10% del totale dell’importo richiesto ovvero con risorse umane, beni e servizi messi a disposizione dal soggetto proponente quantificabili nella percentuale suddetta;

b. tra un minimo di euro 30.000,00 (trentamila euro) e un massimo di euro 100.000,00 (centomila euro) per le imprese con meno di 50 dipendenti e i cui ricavi della voce A1 del conto economico, relativo all’ultimo esercizio contabile concluso, siano uguali o inferiori a 10 milioni di euro (piccole imprese).

Il soggetto proponente deve contribuire ai costi del progetto con risorse finanziarie pari ad almeno il 15% del totale dell’importo richiesto ovvero con risorse umane, beni e servizi messi a disposizione dal soggetto proponente quantificabili nella percentuale suddetta;

c. tra un minimo di euro 80.000,00 (ottantamila euro) e un massimo di euro 250.000,00 (duecentocinquantamila euro) per le imprese con un numero di dipendenti che va dalle 50 alle 250 unità e i cui ricavi della voce A1 del conto economico, relativo all’ultimo esercizio contabile concluso, siano uguali o inferiori a 50 milioni di euro (medie imprese).

Il soggetto proponente deve contribuire ai costi del progetto con risorse finanziarie pari ad almeno il 20% del totale dell’importo richiesto ovvero con risorse umane, beni e servizi messi a disposizione dal soggetto proponente quantificabili nella percentuale suddetta;

d. tra un minimo di euro 200.000,00 (duecentomila euro) e un massimo di euro 1.000.000,00 (un milione di euro) per le imprese con più di 250 dipendenti e i cui ricavi della voce A1 del conto economico, relativo all’ultimo esercizio contabile concluso, siano superiori a 50 milioni di euro (grandi imprese).

Il soggetto proponente deve contribuire ai costi del progetto con risorse finanziarie pari ad almeno il 30% del totale dell’importo richiesto ovvero con risorse umane, beni e servizi messi a disposizione dal soggetto proponente quantificabili nella percentuale suddetta.

Sitografia

www.famiglia.governo.it

Avviso pubblicoWelfare aziendale
Sconti in dichiarazione, la guida AE da tenere sulla scrivania
Presidenza del Consiglio dei Ministri – Avviso pubblico #Riparto – 6.6.2022
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