Credito Iva società extra Ue: no alla procedura semplificata per rimborso

Agenzia delle Entrate risponde al quesito di una società estera in riferimento al rimborso del credito Iva nel nostro Paese. L’istante non potrà ottenere la misura richiesta tramite la procedura semplificata prevista dall’articolo 38-ter del Decreto Iva se le bollette doganali, a tutti gli effetti equiparabili alle fatture di acquisto, sono intestate alla partita Iva italiana della società.

Società fuori Ue: Entrate su rimborso credito Iva

La società istante effettua acquisti domestici imponibili in Italia e, dal lato attivo, vendite nei confronti di un’altra società per le quali il debitore Iva è la cessionaria/committente residente. Fa sapere anche che a seguito della circolare dell’Agenzia delle dogane n. 40/2021, alcuni uffici doganali non le hanno consentito di effettuare importazioni dirette nel nostro Paese in assenza di una partita Iva italiana. Per tale motivo, ha dovuto nominare un rappresentante fiscale che sarà l’intestatario delle fatture.

Pertanto, chiede se può comunque accedere alla procedura semplificata di rimborso Iva, ai sensi dell’art. 38-ter del Dpr n. 600/1972. Però, secondo la normativa presa in esame, i soggetti passivi residenti in Paesi terzi, senza stabile organizzazione in Italia, possono chiedere il rimborso dell’Iva assolta nel territorio dello Stato purché ricorrano le seguenti condizioni:

  • assenza di operazioni attive territorialmente rilevanti in Italia nel periodo del rimborso, ad eccezione delle operazioni per le quali il debitore d’imposta è il cessionario/committente italiano, delle prestazioni di trasporto e delle relative operazioni accessorie non imponibili ai sensi dell’articolo 9 del decreto Iva e delle operazioni effettuate ai sensi dell’articolo 74-septies del decreto Iva;
  • inerenza all’attività del soggetto passivo extra Ue degli acquisti o delle importazioni per le quali si richiede il rimborso;
  • detraibilità in Italia dell’Iva chiesta a rimborso;
  • reciprocità di trattamento per i soggetti italiani operanti nello Stato estero di appartenenza del soggetto passivo.

Risoluzione finale: chi può fruire del recupero dell’imposta

Possiamo dunque concludere che la presenza del rappresentante fiscale in Italia non impedisce la fruizione della procedura semplificata di rimborso; lo impedisce, però, la circostanza che le bollette doganali, equiparabili alle fatture di acquisto, siano intestate alla partita Iva italiana della società. Per cui, l’unico soggetto ammesso al recupero dell’imposta è il rappresentante fiscale che, previa registrazione delle bollette doganali nel registro acquisti, potrà detrarre l’Iva assolta o chiederne il rimborso annuale o trimestrale secondo le indicazioni dell’articolo 38-bis del Decreto Iva.

Sitografia

www.agenziaentrate.gov.it