Anche allo smart worker il regime speciale impatriati

Il lavoratore italiano iscritto all’Aire, dipendente di una società statunitense, può usufruire del regime speciale per lavoratori “impatriati” se rientra in Italia continuando a svolgere l’attività in modalità smart working per la stessa azienda straniera.

Laconica l’interpretazione racchiusa nella risposta n. 596/E del 16 settembre 2021, dove il riferimento normativo è l’articolo 16 del Dlgs n. 147/2015, come modificato dall’articolo 5 del decreto “Crescita”, in vigore dal 1° maggio 2019 (modificato a suo volta dal collegato alla Legge di bilancio 2020), che prevede che i redditi prodotti in Italia dai lavoratori che spostano dall’estero la loro residenza nello Stato concorrono alla formazione dell’imponibile Irpef complessivo soltanto nella misura del 30%.

Il regime speciale per 5 anni. Rinnovabile per altri 5 a determinate condizioni

Il trattamento agevolato può essere applicato per cinque anni a decorrere dall’anno d’imposta in cui è avvenuto il trasferimento della residenza.

Ed è rinnovabile, a determinate condizioni, per un altro quinquennio. Ad esempio, avendo una figlia minorenne, il lavoratore già beneficiario del regime speciale per lavoratori impatriati potrà continuare ad applicare il beneficio per ulteriori cinque anni, con un taglio sui redditi del 50%.

Una circolare agenziale (n. 33/2020) ha fornito chiarimenti sulla corretta applicazione del bonus alla luce dei cambiamenti che lo hanno interessato; in particolare, nei casi in cui il cambio di residenza è avvenuto a partire dal 30 aprile 2019.

Una precisazione: non è richiesto che l’attività del lavoratore sia svolta per un’impresa operante in Italia; di conseguenza, possono beneficiare del taglio dell’imponibile prodotto nello Stato anche i dipendenti di aziende o enti esteri o i cui committenti (in caso di lavoro autonomo o di impresa) siano stranieri (non residenti).

Con riguardo all’istanza, può essere applicata l’agevolazione dall’anno in cui il lavoratore rientra in Italia (2021), e per i successivi quattro periodi di imposta. Come detto, avendo un figlio minorenne egli potrà – come prevede il comma 3-bis della disposizione – continuare a beneficiare dello sconto fiscale per altri cinque anni con tassazione del reddito agevolato nella misura ridotta del 50%.