Esenzione per i contributi Covid ma ad una condizione

L’articolo 10-bis del Dl n. 137/2020 prevede che “i contributi e le indennità di qualsiasi natura erogati in via eccezionale a seguito dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 e diversi da quelli esistenti prima della medesima emergenza, da chiunque erogati e indipendentemente dalle modalità di fruizione e contabilizzazione, spettanti ai soggetti esercenti impresa, arte o professione, nonché ai lavoratori autonomi, non concorrono alla formazione del reddito imponibile ai fini delle imposte sui redditi e del valore della produzione ai fini dell’Irap e non rilevano ai fini del rapporto di cui agli articoli 61 e 109, comma 5 del Tuir”.

L’esenzione è riconosciuta se i contributi sono diversi dagli esistenti in epoca pre-Covid

Una disposizione cristallina con la quale il legislatore ha inteso riconoscere ai soggetti esercenti attività di impresa, arte o professione, nonché ai lavoratori autonomi, l’esenzione prevista espressamente per talune tipologie di aiuti economici (art. 27, Dl c.d. “Cura Italia”; art. 25, Dl c.d. “Rilancio”).

Cionondimeno, ai fini della non concorrenza al reddito dei contributi e delle indennità è necessario che questi ultimi siano finalizzati a sostenere, tra l’altro, i soggetti esercenti impresa, arte o professione nell’affrontare la situazione emergenziale da Covid-19, e siano diversi da quelli esistenti prima della medesima emergenza.

Diversamente, tali contributi e tali indennità rileveranno fiscalmente nei confronti delle imprese beneficiarie. E’ in definitiva l’interpretazione fornita nella risposta n. 588/E del 15 settembre 2021.

Se, infine, i contributi sono finanziati da fondi nazionali e non più da risorse europee, al momento dell’erogazione si dovrà applicare la ritenuta d’acconto del 4%, ai sensi dell’articolo 28, comma 2 Dpr n. 600/1973.

Sitografia

www.agenziaentrate.gov.it

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