Contratto a tempo determinato, delega alle parti sociali

Le novità sul contratto a tempo determinato (decreto “Sostegni-bis“, legge n. 106/2021) rendono più morbida la serrata disciplina che il decreto “Dignità” ha fissato, assegnando ampio margine operativo alle parti sociali fino al 30 settembre 2022.

In forza della nuova previsione di cui all’articolo 41-bis del dl n. 73/2021 come convertito dalla legge n. 106/2021 – che ha modificato l’articolo 19 del D.Lgs. 15 giugno 2015, n. 81 – alle già stabilite causali richieste per l’apposizione di un termine ai contratti di lavoro subordinato che superino i 12 mesi (comunque non oltre i 24) – ovvero esigenze temporanee e oggettive, estranee all’ordinaria attività (o esigenze di sostituzione di altri lavoratori) ed esigenze connesse ad incrementi temporanei, significativi e non programmabili dell’attività ordinaria – si aggiunge che la clausola deve corrispondere a specifiche esigenze previste dai contratti collettivi di cui all’art. 51”.

Fondazione Studi sulla delega alle parti sociali

Il consueto Approfondimento della Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro (2 agosto 2021) offre un preciso focus sulla delega alle parti sociali nell’individuare le circostanze la cui sussistenza giustifica l’apposizione del termine al contratto di lavoro subordinato.

La contrattazione collettiva è chiamata, cioè, a individuare analiticamente ulteriori causali rispetto alle sopra elencate previste dalla legge, che dovranno rispondere ai requisiti della puntualità, determinatezza ed univocità.

Fa da contrappeso il non aver apposto alcun limite alla operatività della previsione delle causali.

La legge non impone, dunque, che le esigenze che si intenderà individuare con i contratti collettivi presentino i connotati di straordinarietà e imprevedibilità. Di più, scrivono i professionisti del Lavoro: “le esigenze stesse non necessariamente dovranno
limitarsi a circostanze oggettive, potendo immaginare ‒ stando alla lettera della legge ‒ che attraverso un contratto collettivo sia possibile individuare e prestabilire delle esigenze di natura anche soggettiva, destinate ad esempio a promuovere l’occupazione
di una particolare categoria di lavoratori, magari rispetto ad una determinata fascia d’età, oppure ancora rispondere alle esigenze – specifiche – anche soltanto di una singola realtà aziendale.”.

Da ultimo, tornando al termine massimo del 30 settembre 2022, l’Approfondimento specifica che la delega affidata alla contrattazione collettiva perché preveda nuove causali per collegare la possibilità di stipulare contratti a tempo determinato alle specifiche esigenze di ogni azienda è “a tempo verosimilmente quale misura specifica in vista della attuazione del Pnrr, che esige, tra l’altro, misure straordinarie per favorire la ripresa dell’occupazione nei tempi più rapidi possibili.”.

Il termine del 30 settembre 2022 é, pertanto, ultimo giorno utile per la stipula di un contratto a tempo determinato con una causale individuata dalla contrattazione collettiva; viceversa, la durata del rapporto può protrarsi oltre.

Sitografia

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