Lavoro, autonomi: esonero contributi previdenziali

Il Decreto Interministeriale (Lavoro/MEF) del 17 maggio 2021 definisce i criteri e le modalità per la concessione dell’esonero dai contributi previdenziali dovuti dai lavoratori autonomi e dai professionisti iscritti alle gestioni previdenziali dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS) e dai professionisti iscritti agli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza.

Autonomi, condizioni per il riconoscimento dell’esonero

Ai fini del riconoscimento dell’esonero, i soggetti di cui sopra devono possedere congiuntamente i seguenti requisiti:

a) aver subìto un calo del fatturato o dei corrispettivi nell’anno 2020 non inferiore al 33% rispetto a quelli dell’anno 2019;
b) aver percepito nel periodo d’imposta 2019 un reddito complessivo di lavoro o derivante dall’attività che comporta l’iscrizione alla gestione non superiore a 50.000 euro.

Inoltre, per il periodo oggetto di esonero gli stessi soggetti devono soddisfare congiuntamente le seguenti condizioni:

a) non devono essere titolari di contratto di lavoro subordinato, con esclusione del contratto di lavoro intermittente senza diritto all’indennità di disponibilità;

b) non devono essere titolari di pensione diretta, diversa dall’assegno ordinario di invalidità o da qualsiasi altro emolumento corrisposto dagli enti di previdenza obbligatoria, ad integrazione del reddito a titolo di invalidità, avente natura
previdenziale, che risponda alle medesime finalità di cui al citato assegno comunque esso sia denominato.

L’esonero è concesso nel limite di spesa complessivo di 2.500 milioni di euro per l’anno 2021.

Sitografia

www.lavoro.gov.it