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Il nuovo Testo unico IVA riordina la normativa in 171 articoli suddivisi in 18 titoli, senza introdurre innovazioni rispetto alla disciplina vigente. L’obiettivo è rendere le disposizioni più organiche e comprensibili, rafforzando la certezza del diritto e contribuendo a ridurre il contenzioso tributario. Il provvedimento rientra nella Riforma fiscale che prevede l’entrata in vigore degli otto Testi unici dal 1° gennaio 2027.
Testo unico IVA, il riordino della normativa fiscale
Il Consiglio nazionale dei commercialisti e la Fondazione nazionale per la formazione hanno organizzato un webinar dedicato al nuovo Testo unico IVA, seguito da 2.300 iscritti.
Sono intervenuti il presidente e il vicepresidente del Consiglio nazionale, Elbano de Nuccio e Vincenzo Moretta, il presidente della Fondazione Maurizio Masini, il viceministro dell’Economia Maurizio Leo e il direttore dell’Agenzia delle Entrate Vincenzo Carbone.
Per de Nuccio, il Testo unico rappresenta un risultato concreto della riforma fiscale, orientata a migliorare la certezza del diritto e a semplificare le norme, rendendo il Paese più attrattivo per gli investitori internazionali. Il presidente ha ricordato come l’ipertrofia normativa abbia complicato negli anni l’attività degli operatori tributari e favorito comportamenti opportunistici, evasivi ed elusivi. Il lavoro di codificazione, ha sottolineato, favorisce invece la comprensione e la comparabilità delle disposizioni.
Il riordino riguarda tutti gli otto Testi unici approvati e precede la fase conclusiva del processo di sistematizzazione, rappresentata dal nuovo Codice tributario.
Certezza del diritto e contenzioso tributario
Secondo de Nuccio, una migliore organizzazione delle norme ne facilita l’interpretazione e può contribuire a prevenire le controversie tributarie legate alla difficoltà di comprenderne il contenuto.
Il presidente ha inoltre evidenziato i progressi nei rapporti tra Ministero dell’Economia, amministrazione finanziaria e commercialisti, con il superamento delle asimmetrie dialettiche e delle situazioni di conflitto che avevano caratterizzato a lungo le relazioni istituzionali.
«Siamo tutti coprotagonisti della modernizzazione del Paese», ha concluso.
Testo unico IVA: Leo conferma la natura compilativa
Il viceministro dell’Economia Maurizio Leo ha attribuito al confronto con il Consiglio nazionale dei commercialisti un ruolo importante nel completamento della riforma tributaria.
Sul Testo unico IVA ha precisato che il provvedimento ha natura compilativa e non introduce modifiche alla disciplina vigente. L’intervento consiste nella ricognizione e nel coordinamento delle disposizioni, con l’eliminazione di quelle non più attuali.
Il lavoro tiene conto della direttiva europea del 2006, riferimento per le disposizioni in materia di IVA adottate dagli Stati.
Il Testo unico segue l’obiettivo comune agli altri provvedimenti della riforma: raccogliere e coordinare le norme in un quadro organico. Il percorso culminerà nel nuovo Codice tributario, definito da Leo «un lavoro imponente».
Agenzia delle Entrate: aggiornamento continuo e dialogo con i commercialisti
Il direttore dell’Agenzia delle Entrate Vincenzo Carbone ha spiegato che il Testo unico raccoglie le disposizioni del 1972 e quelle introdotte negli anni successivi, senza intervenire nel merito della disciplina.
Tra le scelte più significative figura l’organizzazione degli argomenti secondo il sommario della direttiva 112/2006 dell’Unione europea.
Carbone ha inoltre richiamato la necessità di aggiornare costantemente il testo per recepire le nuove disposizioni. La collaborazione con il Consiglio nazionale dei commercialisti, fondata su «un patto di fiducia», è stata indicata come un elemento da valorizzare.
Secondo il direttore, il dialogo franco e leale tra amministrazione finanziaria e professionisti produce benefici per il sistema tributario nel suo complesso.
Moretta: meno incertezza per professionisti e imprese
Il vicepresidente del Consiglio nazionale e delegato alla fiscalità Vincenzo Moretta ha sottolineato che la collaborazione istituzionale consente di ridurre l’incertezza del diritto che ha a lungo disorientato professionisti, cittadini e imprenditori.
Insieme agli altri sette Testi unici, il provvedimento offre un riferimento più organico per l’attività professionale e affronta uno degli ostacoli alla crescita economica e agli investimenti stranieri in Italia: la frammentazione del sistema giuridico e fiscale.
Formazione sul Testo unico IVA: nove lezioni online
Il presidente della Fondazione nazionale per la formazione dei commercialisti Maurizio Masini ha presentato il corso «Dal 633/72 al T.U. 10/2026, l’IVA si riordina». Prevede nove lezioni in diretta online, dal 27 ottobre al 2 dicembre 2026, dedicate all’approfondimento del nuovo Testo unico IVA.

