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Il Decreto legislativo n. 189 del 7 ottobre 2026 introduce nuove disposizioni per rendere più accessibili i mercati dei capitali europei a favorire il finanziamento delle imprese, con particolare attenzione alle piccole e medie imprese (PMI). Il provvedimento recepisce la direttiva (UE) 2024/2810 e adegua l’ordinamento nazionale al regolamento (UE) 2024/2809.
Più trasparenza per gli investitori
Il decreto introduce specifichi obblighi informativi per le società che hanno richiesto l’ammissione alle negoziazioni o le cui azioni sono già negoziate nei sistemi multilaterali o nei mercati di crescita per le PMI.
Le informazioni devono comparire nel prospetto di offerta o nel documento di ammissione, se predisposti. In caso di successive modifiche, gli aggiornamenti devono essere riportati nella relazione finanziaria annuale secondo le condizioni previste dalla norma.
Gli obblighi riguardano la struttura del capitale sociale, le categorie di azioni, i diritti e gli obblighi connessi, le percentuali di capitale rappresentate e il numero di voti attribuiti. Le società devono inoltre comunicare le eventuali restrizioni al trasferimento delle azioni e all’esercizio dei diritti di voto.
È prevista anche l’indicazione degli azionisti, se conosciuti dalla società, che detengono azioni a voto plurimo rappresentative di oltre il 5% dei diritti di voto, nonché dei soggetti autorizzati a esercitarli per loro conto.
Testo unico della finanza: modifiche alla disciplina delle sanzioni
Il provvedimento interviene anche sul Testo unico della finanza (TUF), modificando la disciplina delle sanzioni per le violazioni del regolamento europeo sugli abusi di mercato. Le sanzioni amministrative variano in base alla violazione e possono essere calcolate in relazione al fatturato dell’ente o della società responsabile.
Per alcune violazioni, gli importi possono arrivare fino a 2,5 milioni di euro o a determinate percentuali del fatturato.
Il decreto aggiorna anche disposizioni relative ai poteri di vigilanza e accertamento dell’autorità, includendo precisazioni sull’acquisizione di dati e sulle condizioni per le richieste informative. L’obiettivo è adeguare la normativa italiana alle disposizioni europee e rafforzare il quadro di vigilanza sui mercati finanziari.

