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Si apre una nuova opportunità di finanziamento per le micro, piccole e medie imprese del Mezzogiorno. Su indicazione del Ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, è stato firmato il decreto direttoriale che definisce termini e modalità operative per accedere alle agevolazioni della misura “Investimenti sostenibili 4.0”.
L’intervento punta a sostenere programmi di investimento innovativi, sostenibili e ad elevato contenuto tecnologico, in coerenza con gli obiettivi del Piano Transizione 4.0.
La misura mette complessivamente a disposizione 448 milioni di euro destinati alle PMI che operano in Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna. Una quota pari al 25% delle risorse è riservata alle micro e piccole imprese.
Investimenti sostenibili 4.0: quando presentare la domanda
Le imprese interessate potranno iniziare a precompilare le domande dal 10 settembre 2026 attraverso la piattaforma informatica di Invitalia, che gestisce la misura per conto del Mimit.
La presentazione delle istanze sarà invece possibile a partire dal 6 ottobre 2026, data di apertura dello sportello.
La misura sostiene programmi di investimento destinati alla trasformazione digitale e tecnologica dei processi produttivi, attraverso l’utilizzo delle principali tecnologie abilitanti previste dal Piano Transizione 4.0.
Particolare attenzione viene riservata ai progetti caratterizzati da un elevato livello di sostenibilità ambientale.
Tra gli interventi considerati rientrano quelli orientati all’economia circolare, al miglioramento dell’efficienza energetica e all’innovazione dei processi produttivi. Per gli interventi di efficientamento energetico è prevista una riduzione dei consumi di almeno il 5%.
I progetti dovranno inoltre essere coerenti con gli obiettivi climatici e ambientali dell’Unione europea e con quelli del Programma nazionale Ricerca, Innovazione e Competitività 2021-2027.
Investimenti sostenibili 4.0: spese ammissibili e contributi
I programmi dovranno prevedere investimenti di importo compreso tra 750 mila e 5 milioni di euro.
Tra le spese ammissibili rientrano quelle relative a macchinari, impianti e attrezzature, oltre a software e licenze. Possono inoltre essere agevolate le spese per certificazioni ambientali, opere murarie entro i limiti previsti e servizi di consulenza specialistica ed energetica.
Le agevolazioni possono coprire fino al 75% delle spese ammissibili.
Il sostegno è articolato in due componenti: un contributo a fondo perduto pari al 35% e un finanziamento agevolato a tasso zero del 40%, con un periodo di rimborso fino a sette anni.
Le domande saranno esaminate secondo l’ordine cronologico di presentazione. Qualora le risorse disponibili non siano sufficienti a soddisfare tutte le richieste, si procederà sulla base di una graduatoria di merito.
Per le PMI interessate, le date da ricordare sono quindi il 10 settembre 2026, quando sarà possibile iniziare la precompilazione delle domande, e il 6 ottobre 2026, giorno di apertura dello sportello per la presentazione delle istanze.

