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Con la nota direttoriale n. 9981 del 22 giugno 2026, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha introdotto le linee guida sulla devoluzione del patrimonio incrementale degli Enti del Terzo Settore (ETS).
Il Ministero ricorda che uno degli elementi che caratterizza gli enti del Terzo Settore è l’obbligo giuridico, previsto dall’articolo 9 del D.Lgs. 3 luglio 2017, n. 117 (Codice del Terzo Settore), di devoluzione in caso di estinzione o scioglimento del patrimonio residuo a favore di altri enti del Terzo settore. In questo caso, il vincolo di destinazione serve a garantire l’assenza del fine di lucro e a tutelare l’interesse pubblico.
L’articolo 50, comma 2, del Codice del Terzo Settore contiene una regolamentazione che stabilisce l’obbligo di devoluzione del patrimonio incrementale nel caso l’ente venga cancellato dal RUNTS, a condizione però che continui ad operare come ente di diritto civile.
Questa situazione trova la sua disciplina di dettaglio nell’articolo 25 del D.M. n. 106/2020 sul funzionamento del RUNTS, come modificato dal D.M. n. 2/2026.
In tale prospettiva, è emersa l’esigenza di disporre di un documento di prassi che possa fungere da guida concreta e applicativa da parte degli uffici del RUNTS. L’obiettivo è assicurare l’uniforme applicazione della normativa su tutto il territorio nazionale.
A tale scopo, il Consiglio Nazionale del Terzo Settore (CNTS), nella seduta del 4 aprile 2025, ha costituito un gruppo di lavoro tecnico composto da rappresentanti del Ministero del Lavoro, delle Regioni, del Terzo Settore, nonché del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (CNDCEC).
A seguito di un’approfondita disamina della vicenda sopra riportata, il CNTS ha illustrato l’elaborazione del lavoro finale nel corso della seduta del 22 gennaio 2026.
Grazie alla presente nota, l’elaborazione finale viene diffusa come documento di prassi al quale gli Uffici del RUNTS dovranno attenersi.

