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Un provvedimento direttoriale delle Entrate definisce come le informazioni utili ai controlli IVA 2025 vengano rese disponibili al contribuente e alla Guardia di Finanza.
Il nuovo documento – n.172588 del 9.6.2026 – interviene a disciplinare queste modalità, con particolare attenzione ai casi di omessa o irregolare dichiarazione IVA 2025.
Iva 2025. Cosa viene segnalato al contribuente?
Il sistema evidenzia tre situazioni di rischio, basate sui dati già presenti nell’archivio elettronico dell’Agenzia:
- fatture elettroniche emesse e corrispettivi telematici che indicano la mancata presentazione della dichiarazione IVA 2025;
- dichiarazione presentata senza quadro VE o con operazioni attive dichiarate fino a 1.000 euro, inferiori alle cessioni risultanti dalle fatture elettroniche;
- dichiarazione presentata senza quadro VJ, nonostante la presenza di fatture ricevute in reverse charge.
Finalità delle informazioni
Gli elementi messi a disposizione (punto 1.2 del provvedimento) consentono al contribuente di:
- presentare la dichiarazione IVA entro 90 giorni dal termine ordinario;
- correggere errori o omissioni tramite ravvedimento operoso (ex art. 13 del d.lgs. 472/1997, come modificato dal d.lgs. 87/2024).
Il ravvedimento è ammesso anche se la violazione è già stata constatata o sono iniziati accessi, ispezioni o verifiche, salvo che sia già stato notificato un atto di liquidazione, irrogazione sanzioni, accertamento o comunicazione di irregolarità.
Come vengono rese disponibili le informazioni
Le segnalazioni sono messe a disposizione: del contribuente, tramite i canali telematici dell’Agenzia; della Guardia di Finanza, per finalità di controllo.
Il provvedimento precisa che il contribuente può richiedere chiarimenti o comunicare elementi o circostanze non note all’Agenzia, utili a correggere o aggiornare la posizione.
Alessia Lupoi

