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di Redigo.info – Mario Sancamillo
L’intelligenza artificiale sta diventando una presenza sempre più stabile nei luoghi di lavoro, soprattutto nelle professioni ad alta qualificazione. L’intelligenza artificiale non è più soltanto uno strumento di supporto tecnico, ma è una tecnologia che sta cambiando attività, competenze e modalità organizzative. È quello che emerge dall’indagine della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro dal titolo “Come l’IA sta cambiando il lavoro: opportunità, rischi e scenari”.
L’utilizzo dell’IA
Secondo questa ricerca, realizzata su un campione di 840 lavoratori, il 68,7% degli utilizzatori usa l’IA quotidianamente e oltre uno su cinque la utilizza costantemente durante il lavoro.
Le attività più frequenti riguardano la ricerca e la sintesi di informazioni (79%), la redazione di documenti e report (67,1%) e la scrittura di testi, e-mail e traduzioni (55,3%). Tra gli utenti più assidui, l’IA viene utilizzata anche per brainstorming, organizzazione delle idee e supporto alle decisioni, assumendo sempre più il ruolo di un vero “collaboratore digitale”.
Gli effetti percepiti sono prevalentemente positivi. Il 71,4% degli intervistati dichiara di sentirsi più produttivo grazie all’intelligenza artificiale, mentre molti segnalano maggiore rapidità nello svolgimento delle attività, una riduzione dei compiti ripetitivi e un miglioramento della qualità del lavoro.
Quali sono le criticità
Accanto ai vantaggi emergono però anche criticità importanti. Più della metà del campione afferma di sentirsi più vulnerabile da quando utilizza l’IA. I principali timori riguardano il rischio di errori, la dipendenza dagli strumenti tecnologici, l’uso improprio dei dati e la perdita di capacità critiche e professionali.
La ricerca evidenzia inoltre un crescente isolamento professionale: sempre più lavoratori sostituiscono il confronto con colleghi e collaboratori con l’interazione diretta con l’intelligenza artificiale. A ciò si aggiunge la mancanza di regole chiare nelle organizzazioni, che spesso lasciano ai singoli la gestione di una tecnologia in rapida evoluzione.
L’intelligenza artificiale rappresenta quindi una grande opportunità, ma anche una trasformazione che richiede formazione, governance e attenzione agli effetti sul lavoro e sulle relazioni professionali.

