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di Redigo.info
L’evoluzione del sistema fiscale italiano non è più un tema per addetti ai lavori: è un processo strutturale che sta ridisegnando il rapporto tra amministrazione, cittadini e imprese. Al Festival del Lavoro, il Direttore dell’Agenzia delle Entrate, Vincenzo Carbone, ha delineato con chiarezza la portata di questo cambiamento, frutto di digitalizzazione, interoperabilità delle banche dati e nuovi strumenti di compliance.
Un passaggio che non è solo tecnologico, ma culturale.
Dalla repressione al dialogo: il nuovo paradigma della compliance
Carbone lo afferma senza esitazioni: «avviare un confronto preventivo […] favorisce questo rapporto tra amministrazione finanziaria e contribuenti» .
I numeri confermano la direzione:
- 600 miliardi di euro di versamenti spontanei nel 2025;
- +2 miliardi di riscossione rispetto al 2024:
- un tax gap ancora a 90 miliardi, ma in progressiva riduzione.
Il cuore del cambiamento è la fiducia. Non più un fisco percepito come antagonista, ma un interlocutore che punta alla prevenzione, alla trasparenza, alla certezza delle regole.
Carbone lo sintetizza così: «le lettere di compliance […] anticipano un eventuale controllo dell’amministrazione» . Un approccio che riduce il contenzioso e aumenta l’adesione spontanea.
Professionisti e Agenzia: un’alleanza che produce risultati
Il Direttore riconosce apertamente il ruolo strategico delle professioni ordinistiche, in particolare dei Consulenti del lavoro:
«È il professionista che sa bene se una determinata interpretazione […] sia efficace» .
Da qui:
- il protocollo quadro con il Consiglio Nazionale
- l’avvio del Civis di seconda istanza, nato «da una richiesta del mondo delle professioni»
- la prossima apertura pomeridiana degli sportelli fisici dedicata ai professionisti
Un modello di cooperazione che mira a parlare “lo stesso linguaggio”, come sottolinea Carbone: «se questa esigenza comune la facciamo attraversare da un linguaggio comune […] abbiamo un vantaggio».
Su Civis di seconda istanza il Direttore Lupoi intervista Carbone
E’ proprio su questo punto che, in chiusura dell’incontro, il nostro Direttore responsabile ha rivolto a Carbone una domanda che consegna ora ai lettori di redigo.info:
“Direttore Carbone, Civis di seconda istanza. E’ regolato da algoritmi? Al cittadino contribuente risponderà qualcuno o qualcosa?”
“Guardi, Direttore, risponderà sempre il funzionario dell’Agenzia. Non vi sarà mai una risposta dell’algoritmo; anzi, Civis di seconda istanza nasce da un’esigenza manifestata dai professionisti (dottori commercialisti, consulenti del lavoro), laddove la prima risposta non è soddisfacente. Quando non lo è, è spesso soprattutto perché la documentazione presentata è insufficiente, quindi prima di procedere con azione di recupero i cittadini chiedono una seconda chance.”.
Come lei potrà immaginare, necessariamente l’uomo esamina questa documentazione.
Tecnologia e IA: accelerare i processi, non sostituire l’uomo
Il tema più atteso è quello dell’intelligenza artificiale. Carbone è netto:
«Non vi sarà mai un avviso di accertamento emesso da un algoritmo» .
L’IA è uno strumento, non un decisore. Serve a velocizzare, non a giudicare.
Un esempio concreto: l’aumento dei rimborsi e la riduzione dei tempi di erogazione. «Questo è stato possibile anche grazie all’utilizzo dell’intelligenza artificiale […] ma all’esito dei dati c’è stato l’esame del funzionario».
L’Agenzia, inoltre, si è dotata di una policy interna più restrittiva della legge 132/2025, a tutela dei contribuenti e della qualità delle decisioni.
Governare il cambiamento
Il Festival del Lavoro ha confermato che la trasformazione del fisco italiano è in atto e procede lungo tre direttrici:
- tecnologia che semplifica;
- professionisti che collaborano;
- amministrazione che ascolta.
Un equilibrio delicato, che richiede visione e responsabilità.

