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Renato Brunetta, ministro per la Pubblica amministrazione, intervistato al Festival dell’Economia di Trento turba la maggioranza di Governo con il suo convincimento sul salario minimo per legge: “non può essere la soluzione… svilirebbe la contrattazione e condizionerebbe in negativo le relazioni industriali“. Di più: “Il salario – spiega il ministro – deve rispondere alla produttività“.
E la ricetta del ministro per tutelare i lavoratori è quella dei contratti, del welfare, della buona Pubblica amministrazione, degli investimenti in capitale umano.
Quanto all’eventuale problema di retribuzioni troppo basse, interviene dicendo che in alcuni casi c’è, ma è anche vero che nel pubblico non c’è la cassa integrazione, come accade nel privato, e ci sono maggiori garanzie, ad esempio dal punto di vista della non licenziabilità.
A dare il via alla discussione, il ministro del lavoro Andrea Orlando: “Sul salario minimo vedo aperture positive da tutte le parti, c’è chi la vuole cotta e chi la vuole cruda. Vediamo qual è il punto di contatto che consenta di intervenire subito in attesa poi di una legge di carattere più organico e che consenta di dare una risposta immediata ai lavoratori che si trovano a basso reddito e a basso salario”.
Il tema è caldo, perché la direttiva Ue, che mira a stabilire i requisiti di base per garantire un reddito in grado di conferire un livello di vita dignitoso per i lavoratori e le loro famiglie, che in Parlamento il 25 novembre 2021 ha già trovato l’approvazione della proposta a larga maggioranza, sta per fare un passo in avanti in queste ore.
Si ricorda che la direttiva non fissa né un salario minimo comune per tutti, né un obbligo, ma formulerà un quadro per fissare salari minimi adeguati ed equi, rispettando le diverse tradizioni di welfare dei paesi membri per garantire un tenore di vita dignitoso, ridurre le disuguaglianze e mettere un freno ai contratti precari e pirata.
Le voci in campo, salario minimo controverso
Il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, a stretto giro spiega: “Se ben studiato è una buona cosa, ci sono vari effetti positivi. Il rischio è se il livello è eccessivo. Non bisogna legare al salario minimo automatismi che possono costare, per esempio un salario minimo che ha piena indicizzazione ai prezzi al consumo se diventa il modello di riferimento per tutti i salari, tutte le contrattazioni, incorpora direttamente quel meccanismo automatico”.
Ma c’è chi è nel mezzo. Carlo Bonomi, presidente di Confindustria, anch’egli ospite al Festival dell’Economia di Trento, sul tema del salario minimo è netto: “il tema dei salari non è di pertinenza di Confindustria, perché i nostri contratti sono tutti oltre i 9 euro l’ora, quindi non siamo né contrari e nemmeno a favore: il tema del salario minimo è come verrà costruito”.
E in polemica con il ministro del Lavoro sposta il tiro: “Abbiamo lanciato il patto per l’Italia e per realizzarlo bisogna sedersi ad un tavolo. Noi proponiamo di tagliare le tasse sul lavoro mentre le proposte del ministro Orlando non le ho ancora sentite. Quando riceverò una proposta seria e articolata, e se è migliorativa rispetto alla mia, sono pronto a firmarla”.
Sempre al Festival dell’Economia di Trento il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, sui salari bassi riconosce che c’è un problema che va affrontato, ma sulla possibile soluzione dei salari minimi, dice che “Non si può mettere in carico un altro costo su aziende che ne hanno già molti. Il salario minimo non deve essere un tabù, ma bisogna capire cosa si fa, la priorità è il recupero del potere di acquisto. In Italia i salari sono bassi e questo è un dato oggettivo”. Ed ha messo in relazione il problema del potere di acquisto delle famiglie con il costo del lavoro: “Il tema del cuneo fiscale, sollecitato dal presidente di Confindustria che non è mai riuscito a passare, ora potrebbe tornare di attualità”.
Sitografia
www.funzionepubblica.gov.it
www.open.online

