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Nel mese di gennaio l’inflazione italiana mostra un rallentamento: l’indice nazionale dei prezzi al consumo (NIC) registra un aumento:
– dello 0,4% su base mensile;
– dell’1,0% su base annua,
confermando la stima preliminare.
La dinamica è trainata soprattutto dai beni alimentari, dai servizi relativi all’abitazione, dai tabacchi e dai servizi ricreativi e alla persona, mentre l’ “inflazione di fondo” si attesta all’1,7%.
I prezzi dei beni risultano in lieve calo tendenziale (-0,2%), mentre i servizi crescono del 2,5%, ampliando il differenziale tra i due comparti. L’indice armonizzato IPCA segna invece un -1,0% mensile, influenzato dai saldi invernali, e un +1,0% annuo. L’inflazione acquisita per il 2026 è pari a +0,4%.
Il commento sul NIC
Nel consueto comunicato ISTAT leggiamo: “A gennaio 2026 i prezzi al consumo aumentano dell’1,0% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, il livello più basso registrato da novembre 2024 (+1,3%). Sulla crescita dei prezzi al consumo pesa principalmente l’andamento dei prezzi degli Alimentari, non lavorati (+2,5%) e lavorati (+1,9%), dei Servizi relativi all’abitazione (+4,4%), dei Tabacchi (+3,3%) e dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+3,0%). Il tasso di crescita su base annua dei prezzi del “carrello della spesa” è pari a +1,9%, mentre l’inflazione di fondo si attesta al +1,7%.”
Redazione redigo.info

