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Il decreto Lavoro approvato dal Governo Meloni durante il Consiglio dei ministri n. 32/2023, è ora pubblicato in “Gazzetta Ufficiale” del 4 maggio (n. 103) con il numero 48. Entrato in vigore contando 45 articoli stabilisce, tra l’altro, l’avvio dell’Assegno di inclusione, strumento che sostituirà il Reddito di Cittadinanza per gli occupabili. Altre misure sono:
– il taglio del cuneo fiscale (ulteriori 4 punti) da luglio a dicembre dell’anno in corso, senza incidenza sulla tredicesima, sulle retribuzioni fino a 35 mila euro lordi (circa 1.900 euro netti mese). Si somma al taglio (tre punti) per le retribuzioni fino a 25 mila euro lordi (circa 1.520 euro netti mese) e a quello (due punti) per quelle tra 25 e 35 mila euro, entrambi disposti per il 2023. Lo sconto, nella seconda parte di quest’anno, sarà quindi di sette punti percentuali per chi prende fino a 25 mila euro; sei per chi guadagna tra 25 e 35 mila euro lordi, con un aumento in busta paga che potrà – secondo stime – sfiorare i 100 euro;
– l’innalzamento del tetto di esenzione dei fringe benefits (a 3 mila euro per il 2023), solo nei riguardi dei lavoratori dipendenti con figli a carico. Rientrano le somme erogate o rimborsate per il pagamento delle utenze domestiche del servizio idrico integrato, dell’energia elettrica e del gas naturale. I premi sono esentasse (non concorrono a formare il reddito).
Assegno di inclusione, misura che manda in soffitta il Reddito di Cittadinanza
Appellativi a più non posso per la misura che avrebbe sostituito il Reddito di cittadinanza, a partire da Mia (Misura per l’inclusione attiva). E’ ora Assegno di inclusione per le famiglie in difficoltà in cui vivano minori, disabili o over 60 (non occupabili), cui viene accostato il Supporto per la formazione e il lavoro (rivolto agli occupabili). Quest’ultimo parte a settembre 2023, prevedendo come nelle intenzioni del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Calderone, un’indennità di 350 euro mensili per un massimo di 12 mesi unicamente per chi parteciperà a programmi di formazione e progetti utili alla collettività. E’ misura personale (nella medesima famiglia i percettori possono, dunque, essere più d’uno).
Per le famiglie in situazione di povertà con componenti minori, disabili o over 60, c.d. “non occupabili”, l’Assegno di inclusione opererà dall’1 gennaio 2024. Il sostegno vale nel solo caso di Isee non superiore a 9.360 euro e reddito inferiore a 6 mila euro l’anno.
L’assegno potrà raggiungere i 500 euro al mese, moltiplicati per la scala di equivalenza (fino a 2,3 nel caso di disabili). Il primo componente vale uno, i componenti disabili 0,5, i maggiorenni anziani o con carichi di cura 0,4, i minori di due anni 0,15 e i minorenni maggiori di due anni 0,10.
Sitografia
www.gazzettaufficiale.it

