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L’INPS, con la circolare n. 110 del 5 novembre 2026, ha fornito le istruzioni operative e contabili per la riscossione dei contributi associativi dovuti dagli artigiani e dagli esercenti attività commerciali iscritti alla Confederazione Italiana Professioni Imprese (C.I.P.I.).
Il documento illustra le modalità di gestione delle deleghe, il versamento delle quote associative e il successivo trasferimento delle somme all’organizzazione.
Riscossione delle quote associative e gestione delle deleghe
L’INPS riscuote i contributi associativi insieme ai contributi previdenziali obbligatori dovuti dagli artigiani e dai commercianti, utilizzando le stesse modalità e periodicità previste dalla legge n. 233/1990. Nell’avviso di pagamento e nel modello F24 vengono indicati sia l’importo della quota associativa sia l’organizzazione destinataria.
Gli iscritti possono controllare queste informazioni attraverso il Cassetto previdenziale Artigiani e Commercianti, nelle sezioni dedicate alla posizione assicurativa e ai modelli F24. L’Istituto precisa, tuttavia, che la riscossione congiunta non modifica la natura volontaria del contributo associativo: l’INPS non assume alcun obbligo di riscossione coattiva delle quote non versate.
Per attivare il servizio, la C.I.P.I. deve trasmettere la delega sottoscritta dall’associato e la copia di un documento d’identità valido attraverso la procedura telematica “Gestione deleghe integrata”. La delega produce effetti dalla prima tariffazione utile successiva alla ricezione. In caso di revoca, l’iscritto può comunicare direttamente all’INPS la propria volontà, allegando un documento d’identità. La revoca diventa efficace dalla prima tariffazione utile successiva alla definizione della richiesta.
Controlli INPS e costi del servizio
La convenzione stabilisce che l’INPS trasferisca alla C.I.P.I. le quote effettivamente versate entro l’avvio della fase di abbinamento con il modello F24, normalmente coincidente con il settimo giorno successivo alla scadenza ordinaria dei contributi previdenziali. In presenza di pagamenti parziali, l’Istituto attribuisce prioritariamente le somme ai contributi obbligatori e riversa all’organizzazione soltanto l’eventuale importo residuo.
L’accordo prevede inoltre specifici corrispettivi a carico della Confederazione: 5.300 euro una tantum per l’attivazione, 1.400 euro annui per i costi fissi, 1,43 euro per la gestione delle nuove deleghe, 3,06 euro per le revoche e 0,22 euro trimestrali per ciascun modello F24.
L’Istituto effettua controlli a campione su almeno il 10% delle deleghe validate. Se emergono irregolarità superiori al 10% delle deleghe verificate, applica una penale di 144 euro per ogni singola irregolarità. Il superamento della soglia prevista dalla convenzione può comportare anche la risoluzione del rapporto.

