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Con il voto favorevole dell’Aula del Senato si conclude l’iter di conversione del Decreto Legge Primo Maggio (D.L. n. 62/2026), un provvedimento che introduce importanti novità in materia di lavoro, retribuzioni, occupazione e contrasto alle forme di sfruttamento lavorativo.
Salario giusto
Ricordiamo che tra le principali innovazioni figura l’introduzione del principio del “salario giusto”, che viene ancorato al Trattamento Economico Complessivo (TEC) individuato dai contratti collettivi nazionali sottoscritti dalle organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative. L’obiettivo è rafforzare le tutele salariali e valorizzare il ruolo della contrattazione collettiva quale riferimento per la determinazione delle condizioni economiche dei lavoratori.
Il decreto prevede inoltre nuovi incentivi per favorire l’occupazione a tempo indeterminato, con misure volte a sostenere la stabilizzazione dei rapporti di lavoro e a promuovere una maggiore qualità dell’occupazione. Contestualmente, il decreto introduce strumenti specifici per agevolare il rinnovo dei contratti collettivi e per contrastare il fenomeno del caporalato digitale, sempre più diffuso nei settori caratterizzati dall’utilizzo delle piattaforme tecnologiche per l’organizzazione del lavoro.
Tirocini extracurricolari
Nel corso dell’esame parlamentare, il testo si è arricchito di ulteriori disposizioni. Tra queste, l’introduzione di un limite massimo di 12 mesi per l’utilizzo dei tirocini extracurricolari presso lo stesso gruppo di imprese, una misura finalizzata a prevenire utilizzi impropri dello strumento formativo e a favorire percorsi di inserimento lavorativo più stabili.
Un’altra novità riguarda i contratti di prossimità e le specifiche intese aziendali o territoriali, che dovranno essere depositati presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e presso il CNEL, con l’obiettivo di rafforzarne la trasparenza e la tracciabilità.
Tutor per la sostenibilità economica
Il provvedimento introduce infine la figura del “tutor per la sostenibilità economica”, incaricato di svolgere attività di accompagnamento, orientamento e assistenza a favore delle persone che abbiano perso il lavoro o subito una significativa riduzione del reddito derivante dall’attività lavorativa. La nuova figura professionale avrà il compito di supportare i cittadini nei percorsi di riorganizzazione della propria sostenibilità economica e di facilitare l’accesso agli strumenti di sostegno e reinserimento previsti dall’ordinamento.
Mario Sancamillo

