Nessun prodotto nel carrello.
Istituire un Tavolo tecnico di confronto dedicato all’utilizzo dell’intelligenza artificiale nel Fisco e alla gestione dei dati dell’anagrafe tributaria è tra le principali proposte del Consiglio nazionale dei commercialisti, formulata durante l’audizione presso la Commissione parlamentare di vigilanza sull’anagrafe tributaria, nell’ambito dell’indagine sulle “Misure di contrasto all’evasione fiscale, sicurezza delle banche dati dell’anagrafe tributaria e tutela della riservatezza dei dati dei contribuenti”.
IA e contrasto all’evasione: opportunità di trasparenza
Per i commercialisti, l’Amministrazione finanziaria sta accelerando sull’adozione di sistemi di Intelligenza artificiale con l’obiettivo di migliorare le attività di contrasto all’evasione e all’elusione fiscale; ritengono che questo processo rappresenti un’evoluzione positiva poiché consente:
- una piena valorizzazione dei dati presenti nell’anagrafe tributaria;
- una maggiore tempestività nell’utilizzo delle informazioni;
- la piena interoperabilità tra le banche dati;
- un potenziamento dell’analisi del rischio.
La categoria evidenzia una situazione complessa, in cui l’uso dell’IA richiede garanzie di massima trasparenza e un confronto costante sulle logiche di funzionamento degli strumenti adottati.
Un Tavolo tecnico per governare l’uso dell’IA nei dati fiscali
Per affrontare queste criticità, il Consiglio nazionale propone l’istituzione di un Tavolo tecnico IA con l’Amministrazione finanziaria, finalizzato ad approfondire le tematiche più rilevanti legate all’utilizzo dell’intelligenza artificiale nel Fisco. L’obiettivo è creare uno spazio stabile di dialogo per:
- monitorare l’evoluzione tecnologica;
- discutere l’impatto operativo sugli studi professionali;
- garantire trasparenza e tracciabilità degli algoritmi;
- rafforzare il rapporto Fisco–Contribuente secondo i principi di fiducia e leale collaborazione.
Digitalizzazione e banche dati fiscali: benefici e costi per gli operatori
Nel corso dell’audizione, i commercialisti hanno ricordato di aver sempre sostenuto la necessità di rafforzare la digitalizzazione e l’integrazione delle banche dati fiscali. Allo stesso tempo, hanno sottolineato che questo processo comporta costi e complessità procedurali che gravano sugli operatori, pur non trovando rappresentazione nei conti pubblici: “Nei conti pubblici tali costi non trovano, naturalmente, misurazione, ma è indubbio che essi gravano sugli operatori e andrebbero tenuti in debita considerazione allorquando, in sede di progettualità politica, si ipotizzi l’implementazione di ulteriori servizi pubblici, così da preservare i principi di fiducia e leale collaborazione a cui deve ispirarsi il rapporto Fisco-Contribuente”.
Alessia Lupoi

